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SPY FINANZA/ Il report che "spinge" la Troika in Italia

Pubblicazione:martedì 23 settembre 2014

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Il disco rotto ieri ha suonato ancora. «La ripresa economica dell’area euro sta perdendo slancio a causa delle poche riforme, delle tensioni internazionali e della disoccupazione che indeboliscono le prospettive», ha infatti dichiarato ieri il presidente della Bce, Mario Draghi, durante un’audizione al Parlamento europeo. La crescita effettiva si è arrestata nel secondo trimestre e i risultati delle indagini giunti durante l’estate «sono stati più deboli del previsto», ha aggiunto, sottolineando come quindi i rischi sulle prospettive di crescita di Euroloandia «sono chiaramente al ribasso».

La Banca centrale europea prevede anche che l’inflazione dell’area si mantenga ai bassi livelli attuali nei prossimi mesi, prima di iniziare a recuperare durante il 2015 e il 2016. Resta quindi pronta ad avvalersi di altri strumenti straordinari ed è anche pronta a «variare la mole degli strumenti» non convenzionali, se fosse necessario a scongiurare i rischi di un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato. E ancora, il successo delle misure convenzionali e non convenzionali messe in campo dell’Istituto centrale è legato alla realizzazione di «riforme strutturali coraggiose e quindi al conseguente miglioramento della competitività». Tuttavia, ha chiarito, «non esiste nessun negoziato tra le misure che l’istituzione decide e le riforme che indica come necessarie. La politica monetaria funzionerà solo se verranno fatte alcune cose ma non c’è nessun negoziato qui».

D’altra parte, per Draghi la crisi può essere superata solo con un pieno ritorno della fiducia nell’economia reale con la ripresa della «capacità delle imprese di rischiare, investire e assumere, rafforzando in questo modo la credibilità del quadro dei conti pubblici. In generale, comunque, nessuno stimolo avrà un minimo effetto senza riforme». E poi la raccomandazione-minaccia ai governi sul patto di stabilità e crescita: «Per i paesi che non hanno margini nei bilanci pubblici la cosa più importante è seguire una politica di bilancio che preveda un consolidamento a favore della crescita». Quindi, la priorità deve essere data agli investimenti produttivi, diminuendo le spese governative non produttive: è questa la «strada maestra per i Paesi senza margine fiscale».

Infine, Draghi non è rimasto sorpreso dal basso ammontare dei fondi erogati giovedì scorso dalla Bce nella prima asta Tltro: «La cifra è all’interno dell’intervallo previsionale che avevano, sulla base delle intenzioni espresse dalla banche». E comunque «un bilancio sulla mole di fondi stanziati in queste operazioni si potrà fare solo a dicembre, dopo che sarà stata effettuata la seconda asta Tltro». Ancora una volta si punta a guadagnare tempo, mentre famiglie e imprese non hanno più margine di attesa.


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COMMENTI
25/09/2014 - Numeri del lotto (Vittorio Cionini)

I numeri sono impietosi ma quel che é peggio é che sono falsi come dimostra chiaramente l'inserimento nel PIL dell'economia sommersa, per definizione non misurabile. Sono numeri da giocare al lotto ma purtroppo sono anche quelli sulla base dei quali si decidono i destini dei governi e delle nazioni in base a interessi che non siamo in grado di condizionare. Purtroppo per colpa di tutti noi (ognuno di noi per la sua piccola o grande parte) ci troviamo in mezzo a questo mare in tempesta come immigranti sui barconi. Ci ha fatto comodo pagare gli "scafisti" ed ora siamo bagnati, affamati e infreddolti in attesa di un "Mare nostrum" che non é chiaro da dove possa arrivare e con quali intenzioni. Chi é causa dei suoi mal pianga se stesso. Vittorio Cionini