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Economia e Finanza

SUPERDOLLARO/ Borghi: un altro "regalo" per la Germania

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Senz’altro l’uscita dall’euro, anche perché la Germania non accetterà mai un’inflazione locale. Per questo ci fanno seguire la terza strada. Da un punto di vista teorico, un chiodo può essere piantato nel muro con il martello o con la testa. Il fatto che continuando a pestare con la fronte prima o poi si riesca a fare entrare il chiodo, non giustifica chi ricorre a questo sistema. Dopo che hanno distrutto la Grecia, ora la Trojka esulta perché ci sono dei leggeri miglioramenti. Ed è lo stesso che vogliono fare con l’Italia.

 

Ieri Mario Draghi era a Vilnius, dove ha detto: “Il modo con cui la Lituania si è impegnata per entrare nell'euro dimostra che, a dispetto delle difficoltà che alcuni Paesi membri hanno attraversato, la valuta unica resta attraente”. Lei che cosa ne pensa?

Ogni giorno sentiamo storie di imprenditori che delocalizzano in Bosnia, Serbia, Polonia e Lituania, Paesi presentati come esempi di efficienza e trasparenza. Andrebbe però ricordato che nessuno di questi Paesi allo stato attuale ha l’euro. Ci dicono che l’Italia non deve neanche pensare di uscire dall’euro perché altrimenti saremmo dispersi, isolati e incapaci di competere con una piccola valuta nazionale nel contesto globale. E contemporaneamente ci si indica come modello la Bosnia, che come valuta ha il marco bosniaco ed è un’economia microscopica.

 

E quindi?

Quindi questa è un’altra di quelle contraddizioni assurde del nostro sistema informativo. La stessa Lituania è un micro-Paese con una flat tax molto bassa e che finora, come peraltro la Polonia, ha prosperato grazie al fatto di essere fuori dall’euro. Ora che ci entra lo farà a sue spese.

 

(Pietro Vernizzi)

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