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FINANZA/ I "flop" dell'Europa che fanno sperare l'Italia

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L’iniziativa di Draghi si sta rivelando un flop clamoroso, di cui nessuno parla (per ora, ma i nodi prima o poi vengono al pettine). Del resto, come dare colpa alle banche? Se queste devono restituire il prestito con gli interessi (per quanto questi siano bassi), come faranno, visto che l’economia reale è in recessione? Se il Pil è negativo (in variazione sull’anno precedente), gli interessi sul prestito dovrebbero essere ancora più negativi (per sperare di vedere onorato il contratto del debito).

E gli ultimi dati sul Pil italiano confermato purtroppo quanto già detto (anche da me: sì lo so, io ci avevo azzeccato, non come quegli economisti da strapazzo del Fmi e ora al governo, vero Padoan?) su queste colonne, la previsione dell’Ocse per il 2014 (previsione? A pochi mesi dal dato ufficiale?) è di un Pil in variazione negativa a -0,4% (invece della previsione precedente di pochi mesi fa a +0,5%, pure questi economisti da strapazzo).

Occorre essere onesti: con un’economia in queste condizioni, come si fa a prestare soldi? E con i mercati finanziari in continua ascesa (per puro eccesso di liquidità, quindi in ascesa per forza), come si fa a non cercare rendimenti sicuri e promettenti in borsa? Ma qui il vero cuore della questione, quello che non si vuole affrontare e non si vuole nemmeno accettare, è il seguente: la moneta è un bene pubblico? La moneta deve essere al servizio dell’economia reale? Oppure la moneta deve comandare, deve governare? Il Papa ha già chiarito qual è la posizione della Chiesa: “Il denaro deve servire e non governare!” (Evangelii gaudium, n. 58).

Anche un popolo saprebbe probabilmente scegliere bene. Non sempre un popolo sceglie bene, ma per i poteri forti è meglio non correre rischi. Per questo tentano di ridurre e contenere la sovranità dei popoli. Ci riusciranno anche in Italia? Io sono ottimista. Non sarà un passaggio facile e neppure indolore, ma il traguardo è prezioso e quello italiano (anche se spesso non appare, non finisce sui giornali o in televisione) è un grande popolo.

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