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GEO-FINANZA/ Il "ribaltone" che ha messo in crisi Usa e Ue

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La “Terza guerra mondiale” di cui parla papa Francesco ruota attorno allo scontro tra le pratiche geopolitiche, strategiche e geofinanziarie dell’Occidente e il resto del mondo. Un pericolo imminente che si accresce in funzione dell’aggravarsi del declino economico occidentale e dell’incapacità politica e diplomatica di gestire la transizione dall’insostenibile unilateralismo ad un nuovo sistema internazionale.

Un quarto di secolo che dimostra quanto la politica estera sia fondamentale. In Occidente la politica estera è stata amputata della sua parte più essenziale: il pensiero strategico. Essa è diventata mera rappresentazione di decisioni di dominio malamente ammantate dai tecnicismi del “multilateralismo selettivo e guidato”: l’emblema di questa debacle è la politica estera dell’Ue. Invece, in Russia, Cina, Turchia, Iran e India è sopravvissuta e si aggiornata la visione strategica e diplomatica per condurre con successo operazioni di politica estera a tutela dei propri interessi nazionali.

Un esempio vale per tutti. In India, a tre mesi dall’insediamento del nuovo governo Modi, si sono conclusi due partenariati strategici fondamentali: il primo con il Giappone, che porta a investimenti diretti per 33 miliardi di dollari, e l’altro con la Cina per altrettanti investimenti e il miglioramento delle relazioni di vicinato in vista del possibile ingresso dell’India nello Sco. In solo tre mesi Modi ha portato a casa l’equivalente del 5% del Pil indiano e ha riposizionato l’India nel sistema internazionale. Ecco a cosa serve la politica estera fondata su un pensiero strategico.

Mentre la politica estera dell’Ue continuerà a non esistere per evidenti motivi strutturali, l’Italia ha oggi un’occasione d’oro offerta dalla necessità di sostituire il ministro Mogherini. Il governo Renzi ha bisogno di un pensiero strategico e di una potente azione diplomatica a sostegno della politica estera. Solo con la nomina di una personalità politica di peso a livello internazionale l’Italia potrà mettere le basi per rilanciarsi liberandosi dal giogo multilaterale (Ue e Fmi) e bilaterale (Germania e Usa) nel quale dal 2011 si è incagliata. Non farlo significa condannare il paese all’inesistenza e al giogo degli interessi esteri.

Terza lezione - Etica. Era il 1991 quando fu pubblicata la lettera enciclica Centesimus Annus. Un potente monito di papa Wojtyla a guardarsi dalle illusorie promesse del capitalismo (vincente) e un richiamo sostanziale alla Dottrina sociale della Chiesa, ovvero alla dignità degli esseri umani nella società e nell’economia. Da allora, con costanza il messaggio è stato ripetuto e precisato anche da papa Ratzinger con la sua Caritas in Veritate (2009) e da papa Bergoglio con la sua lettera apostolica Evengelii Gaudium (2013). Tre testi che richiamano l’Occidente a ritrovare un percorso etico.

Eppure, l’Occidente resta sordo e smarrito nella rincorsa di un immanente che lo sta flagellando portandolo alla decadenza. Il motivo è da ricercare nell’avidità che è intrinseca alla trappola della crescita fondata sul debito. Una questione sostanziale che se non risolta avrà conseguenze epocali.