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FINANZA/ 1. Germania e Giappone rovinano la festa per il superdollaro

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Circa il 55% delle esportazioni è rivolta a Paesi esterni all’area euro, contro il 45% dell’area euro. C’è una generale tendenza alla crescita del primo tipo di esportazioni e alla diminuzione del secondo tipo.

 

Quanto pesa per l’economia italiana l’incremento del costo delle importazioni?

Il costo delle importazioni non dipende solo dalla variazione del cambio, ma anche dalla variazione del prezzo. Finora uno dei due fattori ha annullato l’altro, grazie al fatto che il prezzo delle materie prime e soprattutto del petrolio è diminuito. Le importazioni dagli Stati Uniti sono naturalmente più care, ma l’Italia non importa nulla di così essenziale. In parte dovrebbe preoccuparci il Giappone, che è a sua volta ha svalutato lo yen rispetto al dollaro, e quindi le esportazioni nipponiche tornano a essere più competitive di qualche tempo fa. Insomma, il superdollaro non dà luogo a risultati sensazionali.

 

In generale la svalutazione competitiva può ancora funzionare come arma per aiutare l’economia?

La svalutazione competitiva può funzionare per brevi periodi e soprattutto per i primi che la fanno. Con il tempo però l’aumento del costo delle importazioni sembra ridurre questi vantaggi, gli altri Paesi mettono in atto a loro volta una svalutazione competitiva e quindi si ritorna al punto di partenza.

 

(Pietro Vernizzi)

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