BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

GEO-FINANZA/ 2. Le carte della Mogherini per "risollevare" l'Europa

Federica Mogherini (Infophoto) Federica Mogherini (Infophoto)

La contraddizione che viviamo in tutta la sua potenza è tra il mondo della sovranità, che nel suo corollario è divenuto unipolare, e quello aperto scaturito dall’era digitale. La drammatica crisi in Ucraina e quella ancor più drammatica in Medio Oriente rappresentano lo scontro tra idee incompatibili. Da un lato, la flessibilità dell’accesso al benessere - frutto del commercio e dello sviluppo socio-economico - e, dall’altro, la resistenza delle logiche e della rigidità della sovranità. Ciò dimostra che il neoliberismo era appunto un’ideologia e non una scienza.

La rivoluzione digitale, incautamente lanciata proprio dagli ideologi neoliberisti alla fine degli anni ‘80, sta mostrando a tutti i limiti intrinseci che la resistenza difensiva propugna. Le democrazie sono i sistemi di governi più esposti alle sfide del mondo digitale, ma anche i sistemi autocratici sono in grande difficoltà. L’ecosistema digitale (cyber environment) è ben diverso da quello fisico, territoriale, antropologico-culturale, che ha caratterizzato la millenaria storia dell’umanità. Nell’ecosistema digitale non esistono frontiere fisiche, il bisogno è la condivisione e non l’appropriazione della conoscenza, i parametri spazio-temporali sono quelli dell’immediatezza e non già quelli deduttivi, programmatici e progressivi del mondo cartesiano.

A nulla serve adattare i vecchi sistemi sociali, economici, educativi, di difesa e di sicurezza al mondo digitale. Sono ferri vecchi destinati a essere rottamati! Di conseguenza anche l’impianto concettuale della politica e le sue strutture non possono più resistere all’onda d’urto che si sta velocemente propagando. Dal sistema proprietario - dal quale a livello statale deriva l’idea della sovranità - si è passati negli ultimi 15 anni a quello più progressivo e inclusivo del “global common”, che si potrebbe tradurre nel “demanio globale”.

I giovani del mondo sotto i 25 anni, che non risiedono in larga maggioranza in Europa, pensano secondo questi nuovi parametri. Immaginare di imporre le logiche della sovranità sarebbe compiere un gigantesco genocidio che, peraltro, rischia di non riuscire a compiersi. Le religioni tradizionali ne sono coscienti e cercano di innovarsi, ma sono i nuovi fanatismi di ispirazione religiosa che guadagnano velocemente terreno proprio tra i giovani. Gli stati, le alleanze di stati, le organizzazioni sopranazionali e universali, stentano ad accettare che i loro metodi logici risultano ormai perdenti e finanche contro produttivi. Eppure, le dure lezioni che il realismo della guerra ha inflitto agli Usa in Iraq e Afghanistan, oltre ai fallimentari tentativi di stimolare rivoluzioni colorate o stagionali, dovrebbero convincere che i metodi utilizzati non raggiungono i fini desiderati.

Gli Usa sono prigionieri involontari della loro egemonia (anch’essa involontaria). Invece, l’Europa ha perso l’egemonia molti decenni fa e ha anche attraversato i periodi bui delle due guerre mondiali e della Guerra fredda. Da quelle esperienze l’Europa è riemersa, con il sostegno economico e finanziario americano, ma non ha saputo cambiare per tempo i parametri culturali del proprio pensiero. Adesso, l’Europa è di fronte all’alternativa di diventare una periferia dell’impero americano (Nato e Ttip) oppure riscattarsi abbandonando il neoliberismo, e le sue conseguenze gravi politiche e sociali, attraverso l’elaborazione di un progetto concettuale nuovo.


COMMENTI
28/09/2014 - commento (francesco taddei)

penso che i paesi europei non potranno avere obiettivi comuni finché i paesi non si rispettino tra loro. cioè tenere in considerazione gli interessi di tutti, non solo quelli del più forte. poi c'è da dire che un esercito europeo (grazie a dio) non ci sarà, perché paesi come la germania non ci stanno a farsi comandare dagli anglofrancesi (gli unici che dicono sempre e solo si ad ogni smembramento degli stati nazionali sono gli italiani, presidente in primis). meglio crescere nella nato che annullarsi in un superstato.