BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEO-FINANZA/ 2. Le carte della Mogherini per "risollevare" l'Europa

Pubblicazione:

Federica Mogherini (Infophoto)  Federica Mogherini (Infophoto)

La situazione mondiale impone all’Europa di sviluppare al più presto una nuova strategia interna ed esterna. Da un lato, la situazione interna non può più essere gestita secondo i parametri dell’ormai superata “economia della conoscenza” - idea mutuata dalle teorie della sovranità - ma deve adattarsi al cambiamento fondamentale dell’era digitale che richiede una mentalità fondata sui parametri nuovi della “economia della condivisione”. D’altro lato, la situazione esterna impone lo sviluppo di una struttura concettuale che superi le strettoie della sovranità per gestire la complessità del policentrismo imperfetto e asimmetrico in forza delle diseguaglianze e delle diversità. Continuare a fare “aggiustamenti” secondo le logiche del “concerto delle nazioni”, seguendo la linearità di un mondo etnocentrico e unipolare ormai agonizzante, porterà al suicidio dell’Europa e dei suoi cittadini.

Questo nuovo Parlamento e questa nuova Commissione europea sono chiamati a sprigionare le forze nuove che ancora esistono nel continente e ad adottare sin da subito una rivoluzione culturale che eviti: a) la restaurazione dei sistemi nazionali di potere; b) la contrapposizione tra blocchi di nazioni, a livello europeo e mondiale: c) il riarmo convenzionale e nucleare, d) la rinazionalizzazione dei commerci, dei capitali, e delle infrastrutture economiche; e) la prevalenza del concetto di mutua difesa su quello più inclusivo e olistico di mutua solidarietà.

Sul piano interno non è pensabile perseguire nel conclamato fallimento delle politiche neoliberiste - un’ideologia costruita da Milton Friedman negli anni ‘60-’70 intorno a un fine e a un mezzo e con la premessa di mondo ideale in cui domanda, inflazione, disoccupazione funzionano alla stregua di forze naturali, e il mercato è immaginato come un ecosistema in grado di l’autoregolarsi - che hanno portato all’applicazione umiliante e nefasta degli “aggiustamenti strutturali” imposti alle nazioni attraverso misure drastiche di deregolamentazione, privatizzazioni e riduzione della spesa sociale. Applicate sulla base di una decisione politica dettata dal tracollo del sistema occidentale tra il 1969 e il 1973 che ha trovato il suo stratega in Henri Kissinger e i suoi rappresentanti politici da Reagan e Thatcher fino a quelli dei nostri giorni.

Un’ideologia tanto disastrosa quanto lo è stata quella del marxismo economico e sociale. Resta il fatto che quest’ultimo ormai non è reclamato che in Corea del Nord mentre il primo è diventato l’ideologia dominante su scala mondiale, soprattutto dopo l’implosione dell’Urss nel 1989. Oltre al disastro sociale, l’ideologia neoliberista ha permesso l’emergere di “mostri” che, in forza dell’imperfezione del sistema, hanno potuto proliferare fino a minacciare la pace e la sicurezza di molte popolazioni e nazioni sul pianeta.


  PAG. SUCC. >


COMMENTI
28/09/2014 - commento (francesco taddei)

penso che i paesi europei non potranno avere obiettivi comuni finché i paesi non si rispettino tra loro. cioè tenere in considerazione gli interessi di tutti, non solo quelli del più forte. poi c'è da dire che un esercito europeo (grazie a dio) non ci sarà, perché paesi come la germania non ci stanno a farsi comandare dagli anglofrancesi (gli unici che dicono sempre e solo si ad ogni smembramento degli stati nazionali sono gli italiani, presidente in primis). meglio crescere nella nato che annullarsi in un superstato.