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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ 2. Le "toppate" di Renzi negli Usa

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

La seconda omissione - notata soprattutto dalle associazioni italo-americane - consiste nel non essere andato in pellegrinaggio a Pittsburgh. Non per sostituirlo a quello a Monte Senario (che resta in piedi), ma perché avrebbe appreso qualcosa. Si sarebbe dovuto recare al loculo di Andrew Carnegie (1866-1919), il “padre” della siderurgia e della metallurgia - considerato, allo scoppio della Grande Guerra, l’uomo più ricco del mondo.

Quando morì, il suo testamento prevedeva “la legittima” per i figli (abbastanza, comunque, per sette generazioni), una dotazione importante per creare e far funzionare per diversi anni la Carnegie Hall (era appassionato di Musica) e l’Università tecnologica di Pittsburgh (il Carnegie- Mellon Institute) e un milione di dollari (dell’epoca) per l’esecutore del testamento (se avesse fatto le cose a puntino per le sue esequie). Non voleva monumenti (come si usava all’epoca) o cappelle speciali, ma un loculo con nome e cognome e date di nascita e morte nonché la frase “Fu uomo molto fortunato perché lavorò con collaboratori sempre più brillanti di lui”. Avrebbe appreso che deve contornarsi di competenti (anche critici) e non di sodali pescati tra i vigili di Firenze e luoghi simili.

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