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SPILLO/ Così il contratto di Renzi può "bloccare" le assunzioni

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Supponendo che il contratto unico funzioni e che il sistema delle tutele crescenti prenda piede, poi avremo dei lavoratori in una fascia d’età tra i 30 e i 35 anni che si troveranno con delle tutele significative nel loro attuale posto di lavoro e che saranno scoraggiati a cambiare. Spesso invece lo spostamento di giovani professionisti e lavoratori dotati di skills è un motore importante di cambiamento. Questo è un altro problema del contratto unico, e bisognerà vedere quale forma prenderà. Un problema di questo tipo lo si può risolvere almeno in parte ipotizzando che, per chi supera un certo numero di anni di anzianità, la tutela iniziale possa essere contrattata.

 

Un’altra delle proposte di Renzi è quella di portare il Tfr in busta paga. In questo modo però il lavoratore non lo riceverà più alla fine della sua carriera …

Naturalmente, infatti io ritengo che questa proposta non abbia molto senso. Anche se il suo motivo è evidente, cioè dare maggiore liquidità ai lavoratori. In questo modo però si creerebbero numerosi effetti controproducenti, tra cui quello che una persona poi non riceverà il Tfr alla fine della sua carriera. Ci sono inoltre tante imprese italiane che hanno problemi di liquidità, e versare ogni anno in busta paga il 50% o l’ammontare totale del Tfr acuirebbe questi problemi. Se una famiglia reagisse in modo del tutto razionale, con un piano di risparmio che tenga conto dei bisogni futuri, potrebbe reagire all’aumento della disponibilità liquida grazie al Tfr con un aumento del risparmio, ma non è detto che sarà così.

 

(Pietro Vernizzi)

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