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SPY FINANZA/ I nuovi "allarmi" per Fed e Bce

Pubblicazione:martedì 30 settembre 2014

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C’è poi un altro pattern che accomuna lo stato di alcune economie europee, Italia in testa, alle situazioni di stagnazione vissute nel passato, soprattutto quella nipponica: abbassamento dei returns azionari e aumento più del normale di quelli obbligazionari, visto che nelle economie prese in esame per la loro condizione di stagnazione, la media dei returns sui titoli in termini reali sull’anno è stata del -1,4%, molto al di sotto della media storica dell’8% mentre i returns totali sull’obbligazionario sempre per queste economie sono stati mediamente del 3,7% contro la media storica del 3%. Chiari indicatori di una cosa sola: la prezzatura di mercato riflette un calo della crescita.

E il fatto che negli ultimi mesi Goldman Sachs abbia venduto equities Usa a piene mani, anzi con un badile gigantesco e stia ora comprando equities europee può voler dire una cosa sola, alla luce dei dati che vi ho fornito: Mario Draghi, dopo il flop della prima asta di Tltro e in vista della seconda, dovrà cominciare a modellare un piano di acquisti vero, un Qe insomma, altrimenti le dinamiche giapponesi non potranno che portare a una frammentazione drammatica e ulteriore delle economie dell’eurozona con il rischio di esplosione della stessa. Non a caso, appena il numero uno della Bce ha parlato di ulteriori misure non convenzionali in un’intervista a una radio francese, l’ineffabile ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, ha immediatamente criticato addirittura l’annunciato piano di acquisti di Abs, ovvero le cartolarizzazione dei crediti bancari.

A Berlino sanno come stanno le cose, anche perché grazie al loro surplus di partite correnti esorbitante sono stati il driver della situazione attuale. La riunione del Consiglio direttivo della Bce di giovedì e la conseguente conferenza stampa di Mario Draghi potranno forse fornirci una prima smentita o conferma di questa ipotesi, così come il dato sull’occupazione Usa previsto per il giorno dopo. 



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