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SPY FINANZA/ I trader "giocano" al casinò e ci regalano un nuovo '29

Ad oggi i traders sono più esposti a un crollo dei prezzi dei titoli azionari di quanto non fossero ai massimi della bolla dot.com e al picco del 2007. L'analisi di MAURO BOTTARELLI

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E' proprio vero, le lezioni del 1929 e del 2007 non sono servite a nulla: i traders stanno indebitandosi a livelli mai visti per restare in giostra con i corsi azionari in rialzo e il margin debt, l'indicatore che più di una volta vi ho detto va tenuto sotto stretta osservazione per valutare i rischi di un crash azionario, sta pulsando allarme rosso.

Gli ultimi dati resi noti dalla Borsa di New York parlano chiaro: i traders statunitensi hanno preso in prestito da banche e istituzioni finanziarie qualcosa come 460 miliardi di dollari per acquistare titoli e mantenere alti indici e corsi, un dato che una volta sottratto il cash e i bilanciamenti di credito per i conti di copertura margini porta a un margin debt netto per luglio di 182 miliardi di dollari. Insomma, ad oggi i traders sono più esposti a un crollo dei prezzi dei titoli azionari di quanto non fossero ai massimi della bolla dot.com e al picco del 2007, subito prima dell'esplosione della crisi, come mostra questo grafico:

crollo dei prezzi dei titoli azionari

Come vi ho già detto, quella di comprare titoli sui margini è una stretegia spesso utilizzata dagli hedge fund per aumentare i profitti dei loro investimenti e visto il rally dei mercati degli ultimi cinque anni ininterrotto, di fatto garantito dalle banche centrali e capace di eliminare il concetto stesso di rischio oltre che la volatilità, le banche sono diventate più di manica larga nel concedere prestiti per questa attività, la cui nascita di fatto va a coincidere con il boom della Borsa a metà degli anni Venti.