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RIPRESA?/ Fortis: tre riforme che servono a Renzi per non andare a casa

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

La riforma del mercato del lavoro è importante anche per dare un quadro di maggiori certezze agli investitori internazionali che negli ultimi tempi si sono riaffacciati con una certa fiducia e interesse sul nostro mercato. Gli imprenditori italiani sonno già allo stremo delle forze. Ieri Renzi si è recato a visitare le rubinetterie bresciane Bonomi, un’impresa che con un fatturato che veleggia intorno ai 70/80 milioni ha fatto un investimento di 50 milioni. In proporzione è come se una multinazionale investisse una cifra quasi uguale al suo fatturato.

 

Ieri le forze dell’ordine hanno annunciato una protesta contro il blocco del contratto, ma intanto Renzi intende assumere 150mila insegnanti precari. Lei che cosa ne pensa?

Al di là delle specifiche richieste di corpi “delicati” come le forze dell’ordine, nel suo complesso finora a pagare è stato soprattutto il settore privato. E’ grazie a quest’ultimo se abbiamo un avanzo primario del 2,3% del Pil, pari a quasi 40 miliardi, che fanno dell’Italia un Paese più virtuoso di tutta l’Ue, della stessa Germania, degli Stati Uniti e del Giappone. La spesa pubblica corrente, al netto delle pensioni e degli interessi, ha iniziato a diminuire per la prima volta nel 2011, con un calo che è stato la metà della Spagna e un terzo di Irlanda e Portogallo. Il rapporto debito/Pil dell’Italia è più alto di quello di Portogallo, Irlanda e Spagna, che pure negli ultimi anni sono cresciuti molto... La responsabilità del debito per quanto riguarda il nostro Paese non è certo del settore privato, bensì di quello pubblico.

 

(Pietro Vernizzi)

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