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SPY FINANZA/ Scozia indipendente? L'eurozona rischia di saltare

Pubblicazione:domenica 7 settembre 2014

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In questi giorni vedo crescere un grosso rischio: ovvero, il fatto che a fronte degli enormi sommovimenti geopolitici in atto in aree calde del mondo, l'Europa ceda a un istinto di sottovalutazione di alcune criticità che sottotraccia stanno aumentando di intensità, ponendo seri rischi per la tenuta stessa dell'eurozona. 

A mio avviso, le più importanti e serie sono quattro. 

1. La prima apparentemente potrebbe apparire un qualcosa di innocuo, ovvero il sempre maggiore consenso che sta guadagando il fronte del "Sì" all'indipendenza della Scozia dal Regno Unito in vista del referendum del prossimo 18 settembre. Al netto del sacrosanto e intoccabile principio di autodeterminazione dei popoli, ci sono infatti alcune domande che pendono senza risposta: se Edimburgo deciderà per l'addio a Londra, manterrà la sterlina come valuta oppure opterà per una nuova moneta o per l'euro? E poi, il calcolo del debito pubblico e del Pil del Regno Unito verrà scorporato, ovvero la Scozia dovrà cominciare la propria avventura indipendente già con un notevole carico di debito? 

Non sono domande da poco, né tantomeno faccenda che si possa derubricare a questione meramente politica, visto che Goldman Sachs si è sentita in dovere di dedicarvi un report abbastanza allarmato, dal quale si evince che il Regno Unito potrebbe precipitare in una crisi in stile eurozona se i Sì dovessero trionfare. Per la banca d'affari, che ritiene comunque questa ipotesi abbastanza improbabile, "una vittoria indipendentista potrebbe avere serie conseguenze sia per l'economia scozzese che per quella britannica in generale", sottolineando come "Edimburgo potrebbe essere costretta a un drastico tagli dei servizi pubblici e dovrebbe affrontare un notevole aggravio dei costi per il suo finanziamento sui mercati". 

Ma come anticipato è la questione monetaria a porre i dubbi più seri, poiché potrebbe scatenare una corsa sulla sterlina e una fuga di capitali che riecheggerebbe appunto la crisi dell'eurozona: "Il più importante e specifico dei rischi, a nostro modo di vedere, risiede nell'incertezza di come una Scozia indipendente possa essere in grado di mantenere la sterlina, un'instabilità che potrebbe innescare una crisi valutaria nel Regno Unito simile a quella recentemente vissuta dall'area euro".

Nonostante gli scozzesi favorevoli all'addio ritengano che Londra sarà obbligata a dar vita a un'unione monetaria con loro, la minaccia di Westminster di lasciare Edimburgo da sola è ritenuta "credibile" da Goldman Sachs: "Una delle principali lezioni offerte dalla crisi dell'eurozona è che un livello abbastanza alto di integrazione fiscale e finanziaria è necessario, questo come mezzo per un'effettiva condivisione del rischio che appare fondamentale affinché un'unione monetaria funzioni". Inoltre, se anche si arrivasse a un accordo sulla valuta da condividere, i mesi che questo dibattito richiederà potrebbero innescare una run sugli assets basati in Scozia: "Se anche non si arrivasse alla rottura e la vittoria dei Sì non pregiudicasse l'unità monetaria tra le due entità, l'incertezza che regnerà nei mesi seguenti al voto potrebbe essere un incentivo per gli investitori a vendere assets con base in Scozia e per i cittadini scozzesi a prelevare i loro risparmi detenuti in banche con sede nel Paese". 


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COMMENTI
07/09/2014 - ormai questa è ossessione paranoica (marco pezzi)

mi spiace commentare cosi duramente, i Suoi articoli mi hanno affascinato per anni. Onestamente credo la sua sia ormai un'ossessione paranoica, perchè ha la tendenza perniciosa di riportare qualunque evento nel mondo solo con lo scopo di avvalorare la Sua personalissima tesi sulla fine del mondo economico-finanziario imminente. (imminente per Lei visto che sono anni che attendiamo fiduciosi l'avverarsi delle Sue profezie). A questo punto sorge spontaneo chiedersi se Lei, come molti altri fanatici del catastrofismo, lo faccia per motivi economici personali (è forse pesantemente short sui mercati finanziari e ci sta rimettendo una fortuna?) oppure semplicemente si è ossessionato su una idea che nonostante tutto non si sta avverando. Le ricordo, se non lo sapesse, che l'economia e così i mercati finanziari, sono fatti da persone e che queste sono irrazionali. Cercare di indovinare il futuro in questi ambiti è ovviamente impossibile. Cercare di prevedere il prossimo crollo (che ci sarà questo è garantito) è altresi impossibile. Insistere e continuare a vedere dietro ogni notizia il motivo per scappare e ficcare la testa sotto la sabbia per paura di rimetterci i fondelli è altrettanto inutile. Come dicono i grandi imprenditori (di successo) il pensiero pessimista e catastrofista è inutile e semplicemente troppo comodo...per una volta tanto costruisca qualcosa di utile anche Lei. Buona fortuna.

RISPOSTA:

Caro Pezzi, come vede io non mi limito a dare mie interpretazioni catastrofistiche ma cito fior fiore di analisti, dati a iosa e altrettanti grafici a supporto delle mie tesi. Certo, non ho la sfera di cristallo ma a differenza del 90% dei giornalisti economici ho detto in tempi non sospetti che la ripresa in Europa era una balla, che l'America ha salvato solo Wall Street con il QE e che il Giappone non ha ottenuto mezzo risultato utile dall'Abenomics: lei crede al miracolo spagnolo o portoghese, faccia pure, contento lei contenti tutti, io mi baso sui dati, lei sull'ottimismo gramsciano dell'imprenditore che vede tutto rosa. Una cosa però non accetto delle sue critiche, tutte legittime: che lei possa anche solo adombrare un mio interesse economico personale nel mio lavoro, è l'accusa più infamante per la moralità e la deontologia di un giornalista (oltretutto, sapesse quanto guadagno capirebbe da solo che non potrei comprare nmmeno delle Canistracci Oil di pozzettiana memoria). Quindi, lo dico a lei ma vale per tutti: critiche quante volete, anche durissime ma al prossimo adombrare conflitti d'interesse scattano le querele. Il nome che c'è in testa ai miei articoli rappresenta la mia parola e la mia onorabilità di giornalista e di uomo e non consento a nessuno di metterla in dubbio, nemmeno come battuta. Cordialmente MB