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SPY FINANZA/ Goldman Sachs e le bugie dell'Europa

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Lloyd Blankfein, Ceo di Goldman Sachs (Infophoto)  Lloyd Blankfein, Ceo di Goldman Sachs (Infophoto)

Perché, quindi? L'unica cosa che si sa è che Banco Espirito Santo aveva una forte presenza in Venezuela, addirittura aveva aperto una propria sede operativa a Caracas nel gennaio 2012 all'interno di un ambizioso piano di strategia per la crescita e lo sviluppo globale ed era la banca di cui si servivano il governo venezuelano e l'azienda petrolifera di Stato per i loro progetti. Di più, la PDVSA deteneva una larga parte del debito di Espirito Santo. Ed eccoci al 21 luglio, quando la Wison annunciò il suo ritiro dall'opera, essendo già in default su alcune obbligazioni bancarie. La situazione stava precipitando e Goldman Sachs cominciava a temere di restare con il cerino in mano, perché a fronte dell'emissione del prestito, Oak Finance emise 785 milioni di proprio debito con tasso annuale del 3,5% e Goldman, che era dealer della transazione, comprò quel debito sperando di venderlo come al solito a incauti investitori esterni, garantendosi un profitto.

Per una volta, però, le cose andarono male al gigante di Wall Street, visto che le sempre più palesi difficoltà finanziarie di BES rendevano molto difficile attrarre compratori, tanto più che solo in luglio la banca vide un outflow di capitali da parte di clienti e creditori pari a 3,35 miliardi di euro e si ritrovava praticamente a corto di liquidità per sopravvivere: non a caso, il titolo della banca perse l'80% del valore prima del salvataggio del 3 agosto scorso.

Insomma, Goldman investì soldi in BES lo scorso luglio - e la mantenne in categoria "buy" fino al default - per una semplice ragione: cercare di scaricare quanto più possibile e quanto più velocemente possibile della sua esposizione allo special-purposes-vehicle che aveva creato per BES in maggio e di cui deteneva il debito emesso. La crisi, però, subì un'accelerazione che nemmeno i geni della speculazione di Wall Street si attendevano e al netto delle commissioni altissime chieste a BES per la sua consulenza e il suo lavoro, Goldman stavolta ha fallito nella sua missione.

La morale di questa criticità? Sono due. Primo, la finanza è sempre pronta a sfruttare situazioni come quelle di BES per far soldi sulla pelle dei contribuenti e degli investitori. Secondo, non pensiate che BES sia un caso unico in Europa. Anzi, è l'esatto contrario. Meditate gente.



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COMMENTI
08/09/2014 - Tributo a Bottarelli (Giuseppe Crippa)

Anch’io seguo Mauro Bottarelli da tempo (dal 2008 per la precisione) e non mi annoio (quasi) mai, anzi trovo molto stimolanti le sue riflessioni, sempre introdotte e/o concluse dai “mantra catastrofisti” che sono divenuti il suo marchio di fabbrica e che vanno ovviamente interpretati e non presi ingenuamente alla lettera. Mi piacerebbe vederlo più reattivo coi suoi lettori (un po’ alla Mauro Leonardi su queste stesse pagine): allora ci divertiremmo ancor di più.