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ALITALIA/ Le "sponde" che possono aiutare la (nuova) compagnia italiana

Oggi comincia l'attività della nuova Alitalia, che ha come importante socio di riferimento Etihad. ANDREA GIURICIN ci spiega quale volto avrà la nuova compagnia aerea italiana

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La partenza della nuova Alitalia Sai sancisce la fine della compagnia di bandiera, nata dalle ceneri della vecchia Alitalia pubblica. Il nuovo vettore vedrà i vecchi azionisti con il 51% delle quote azionarie, con dentro Poste Italiane, ultimo imbarco dello scorso anno, insieme ai soci emiratini di Etihad. La compagnia medio-orientale prosegue dunque il suo sviluppo in Europa, dopo gli acquisti delle quote di minoranza di AirBerlin, AirSerbia ed Etihad Regional negli scorsi anni.

La nuova compagnia italiana avrà il suo hub principale a Roma Fiumicino, mentre svilupperà come secondo scalo Milano Linate. Tutti gli aeroporti principali vedranno tuttavia un aumento del numero di collegamenti intercontinentali, grazie all'arrivo di voli in direzione di Abu Dhabi. Fiumicino sarà un hub molto più forte per Alitalia, ma al contempo sia Milano Malpensa che gli altri aeroporti vedranno un aumento delle frequenze settimanali verso destinazioni intercontinentali, come si può vedere nella tabella a fondo pagina.

Roma Fiumicino vedrà un incremento di circa il 30% tra l'offerta attuale e quella del 2018. Un dato importante che fa comprendere come si svilupperà un vero proprio hub nello scalo romano. Milano Linate ha visto, grazie al Decreto Lupi, una parziale apertura e liberalizzazione, dato che è ormai possibile collegare il city airport con diversi scali europei e non più solo verso le capitali.

Le limitazioni antecedenti di fatto bloccavano lo sviluppo a 18 movimenti orari e al contempo si limitavano anche le destinazioni in funzione dell'importanza (il numero di voli in funzione del numero di abitanti della capitale). Il blocco non è stato tolto, cosa che avrebbe di fatto permesso un incremento del traffico su Linate con al contempo l'entrata di nuovi concorrenti.

Tuttavia la parziale liberalizzazione ha mostrato che è stato possibile uno sviluppo delle destinazioni tedesche dall'aeroporto milanese, avendo poi Alitalia eliminato alcuni dei collegamenti "navetta" Roma-Milano.

Ma come sarà la nuova Alitalia? La compagnia italiana ha sofferto negli ultimi per via di una flotta troppo incentrata sul corto-medio raggio. L'arrivo di Etihad permette di supplire a questa mancanza e di andare in direzione dei grandi vettori internazionali. È chiaro che Alitalia non raggiungerà le dimensioni di Air France-Klm o Lufthansa, ma indubbiamente, essendo meglio incentrata sul business intercontinentale, potrà andare nella direzione dei vettori tradizionali.

Tuttavia il fatturato per aeromobile in aumento da poco più di 25 milioni di euro l'anno a oltre 30 milioni mostra un migliore utilizzo della flotta, che è più incentrata su aerei più grandi e profittevoli quali quelli a lungo raggio. L'alleanza con Air Berlin, dove Etihad ha una quota rilevante, o con Etihad Regional, permette una rimodulazione degli orari in modo da favorire il feederaggio nello scalo di Roma Fiumicino.