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IL CASO/ I tagli agli sprechi resi "inutili" da Renzi

La razionalizzazione degli enti partecipati dalle amministrazioni locali è ancora aperto, anche per i passi indietro compiuti con l’ultima manovra, come spiega GIOVANNI MULAZZANI

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il tema della razionalizzazione degli enti partecipati dalle amministrazioni locali rappresenta a tutt’oggi il nodo principale e il tema più controverso della spending review per conseguire l’efficacia e l’efficienza della macchina pubblica nella gestione delle risorse economiche avviata dal Governo Monti, innovata e potenziata dal Governo Renzi.

L’esigenza di riqualificazione della spesa pubblica ha assunto una rilevanza strategica, soprattutto alla luce del programma di razionalizzazione del sistema delle partecipate, presentato nell’agosto 2014 dal Commissario straordinario per la revisione della spesa, Carlo Cottarelli, poi dimissionario per ripetute intervenute frizioni con l’esecutivo.

Al fine di prospettare alcune valutazioni in ordine all’assetto vigente del sistema delle partecipazioni pubbliche in Italia, è possibile ricostruire un breve profilo delle stesse partendo dagli ultimi dati forniti dall’Istat nel 2012. È d’obbligo però, anzitutto, una premessa di ordine generale: non è possibile quantificare il numero esatto degli enti partecipati, sia perché non tutte le amministrazioni locali forniscono i dati relativi alle partecipazioni detenute, sia perché le banche dati disponibili si arrestano a un determinato livello di partecipazione.

La banca dati del dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia e delle Finanze ha registrato 7.726 partecipate locali al 31 dicembre 2012. Tuttavia, si registra un’evidente discrasia nei dati ottenuti nell’attività di censimento dei soggetti partecipati dalle amministrazioni locali, in quanto altre banche dati ministeriali hanno registrato circa 10.000 partecipate. Insomma, la difficoltà tuttora persistente a fornire un’oggettiva quantificazione delle partecipazioni detenute dalle amministrazioni pubbliche avvalora la tesi che qualifica il sistema delle partecipate come vera e propria giungla ancora e tutt’ora parzialmente inesplorata

Gli enti partecipati censiti operano in quattro grandi aree: i servizi strumentali agli enti partecipanti, i servizi pubblici a rilevanza economica a rete (elettricità, acqua, gas, rifiuti, trasporto pubblico locale), i servizi pubblici privi di rilevanza economica e infine la vendita di beni e servizi al pubblico in regime concorrenziale. Dai dati Istat 2012 si evince che gli enti per i quali si registra una partecipazione pubblica sono 11.024, con un numero di addetti pari a 977.792. Il 68,7% degli enti partecipati (7.574) è partecipato da un solo soggetto pubblico. Tra gli organismi a partecipazione pubblica, le imprese attive sono 7.685 e di queste 1.896 sono quelle che registrano “zero addetti” e che sarebbero, secondo le norme contenute nella Legge di stabilità 2015, soggette a soppressione.