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Economia e Finanza

SPILLO/ Così crolla un "dogma" dell'euro

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Il mercato interno tedesco è già in affanno e l'economia si sostiene solo per le fortissime esportazioni. Ma far dipendere la sostenibilità della propria economia in modo così pesante dalle esportazioni, soprattutto per un così prolungato periodo di tempo, diventa sempre più pericoloso. Infatti, le esportazioni dipendono da qualcosa che non è controllabile, cioè l'andamento dell'economia dei paesi verso cui si esporta. La Germania rischia sempre più di trovarsi all'improvviso a produrre una gran quantità di beni che i soliti acquirenti non riescono più a comprare, per il perdurare (o l'aggravarsi) della crisi economica.

Ironicamente, a pochi giorni dall'entrata della Lituania nell'Eurozona, iniziano a diffondersi le voci secondo le quali il governo tedesco non sarebbe più così ostile a un'uscita della Grecia dall'euro. Evidentemente si sono fatti i conti e hanno scoperto che un'ulteriore rinegoziazione del debito (chiesta da quel partito che in Grecia rischia di vincere le prossime elezioni) potrebbe venire a costare molto di più di un'uscita della Grecia dall'Eurozona. E così un altro dei dogmi che ci hanno propinato in tutti questi anni finisce in discarica: "dall'euro non si esce", ci hanno ripetuto fino alla noia, come un mantra da ripetere staccando la ragione. Come fosse un comando divino calato dall'alto.

Ma l'uscita della Grecia dall'euro e la sua ripresa economica rischia di essere un esempio per altri paesi in difficoltà. L'euro rischia davvero una fine improvvisa. E la permanenza della Lituania nell'euro rischia di essere davvero breve.

Speriamolo, anche per il bene dell'Italia.

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