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SPY FINANZA/ Grecia, ecco chi "paga il conto" se vince Tsipras

Pubblicazione:lunedì 12 gennaio 2015

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Inoltre, se il Qe di Mario Draghi non sortirà e in fretta gli effetti sperati saranno in parecchi a piangere, soprattutto quegli Stati che scontano fondamentali economici e macro da incubo ma stanno beneficiando ormai da mesi di spread bassissimo per finanziare i loro debito. Italia e Spagna in primis, ovviamente, ma anche la Francia. Giovedì il Tesoro d’Oltralpe ha infatti collocato 9,494 miliardi di titoli a 10, 15 e 30 anni con il rendimento del decennale sceso allo 0,79%, mentre il precedente record per l’asta dei decennali risaliva a novembre scorso con un rendimento annuo lordo dell’1,18%. Analogo trend anche per il 15 anni che ha visto il tasso scendere all’1,3% dall’1,8% di novembre, mentre il premio di rendimento del 30 anni è passato all’1,77% dal 2,37% dell’ultima asta a settembre. Insomma, sembrerebbe che la cura Hollande stia funzionando e il Paese scoppi economicamente di salute.

Non è così, invece e il primo grafico ce lo dimostra: da quando è al potere, 2012, Francoise Hollande ha infatti supervisionato inattivo alla sparizione di 600mila posti di lavoro, cifra che ha portato il numero dei senza lavoro in Francia a 3,488 milioni, il record massimo e in continua crescita da 31 mesi di fila, in compenso come per miracolo il rendimento degli Oat è ai minimi storici. Ma c’è di più, tanto per capire il livello di crisi dell’economia transalpina, e ce lo mostra il secondo grafico: ecco a voi la “croce della morte” economica, ovvero l’aumento dei fallimenti e il crollo dei profitti per le aziende francesi. E il trend non è destinato a cambiare, perché i francesi - spaventati dal futuro - continuano a utilizzare gli aumenti salariali per i proprio risparmi e non per nuovi consumi. Ma tranquilli, martedì prossimo la Commissione europea presenterà i testi legislativi per costituire il Fondo speciale per gli investimenti in modo da «rendere operativa l’operazione del piano straordinario per gli investimenti entro metà luglio al più tardi». Lo ha annunciato il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, alla conferenza stampa tenutasi giovedì a Riga dopo l’incontro dell’esecutivo europeo con il governo lituano. E con il mega derivato a leva 1:15 creato dalla mente geniale del protettore degli evasori di tutta Europa, la fine si avvicinerà inesorabilmente e del tutto. Amen.

 

 



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