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SEMESTRE UE/ La rivoluzione di Renzi si è schiantata contro la Merkel

Pubblicazione:mercoledì 14 gennaio 2015

Jean-Claude Juncker (Infophoto) Jean-Claude Juncker (Infophoto)

Da questa dichiarazione di Katainen sembrerebbe profilarsi un vantaggio per l’Italia, anche se poi dovremo verificarlo dai dettagli operativi. Per ora sembra realizzarsi la possibilità che gli Stati che contribuiscono al Fondo per gli investimenti vedano derubricate queste cifre dal rapporto deficit/Pil. Se è così, è un punto importante che era stato sollevato non solo dall’Italia ma anche da tanti altri Paesi tra cui la Francia. La dichiarazione di Katainen va in questa direzione, ma non è ancora così esplicita dal punto di vista operativo.

 

Bruxelles ha studiato l’ipotesi di ridurre le richieste di aggiustamento di bilancio quanto più sarà elevata la differenza tra crescita potenziale e reale. Quali possibilità ci sono che questa norma sia approvata?

Da un lato ci sono le riforme proposte dai singoli Paesi, dall’altra c’è la valutazione della Commissione Ue, e in questo scambio lo spazio è molto grande. Per riempirlo sarebbe possibile introdurre una nuova disciplina che riguarda i metodi di calcolo che abbiamo ricordato prima. Su questo terreno potrebbero esserci effettivamente delle condizioni per cui la valutazione della Commissione sia meno “ragionieristica” e più politica. Lo stesso Juncker ha ricordato: “Non siamo dei burocrati ma dei politici”. I metodi di calcolo sono importanti, ma una volta fissati questi nuovi parametri matematici, la valutazione è rigorosamente politica. Un Paese che si rende credibile dal punto di vista delle riforme presentate ha maggiori possibilità di un altro che è in ritardo o in stallo.

 

(Pietro Vernizzi)



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