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SPILLO/ Padoan e la "vittoria di Pirro" dell'Italia

Pubblicazione:giovedì 15 gennaio 2015

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

La vera riforma sarebbe proprio abolire i contratti nazionali. Invece inoltre di attuare gli investimenti si è erogato il bonus da 80 euro, continuando a tassare gli immobili. Le opere pubbliche sono ancora ferme e lo Sblocca Italia non ha adeguato i finanziamenti. Alla fine il risultato pratico di questa vittoria dell’Italia in sede Ue è che noi questa opportunità la regaliamo ad altri Paesi rispetto ai quali ci mettiamo al traino. E questo perché la politica economica dell’Italia è orientata all’elettoralismo populista anziché alla vera crescita, cioè alla creazione di occupazione basata su risparmi e investimenti di imprese e famiglie.

 

L’output gap prende in considerazione la capacità produttiva di un determinato Paese. Ma questa da cosa dipende?

Il vero fattore di ampliamento della capacità produttiva è il ribasso del prezzo dell’energia. Se quest’ultima costa di meno, per l’Italia pesa di meno il costo differenziale che paghiamo normalmente. Il nostro Paese è privo di carbone ed energia nucleare e l’idroelettrico non ci basta. Se cala il prezzo dell’energia possiamo produrre più acciaio, alluminio e petrolchimica. Il vero tema è darsi da fare per investire e creare un ambiente favorevole all’investimento, anche se non mi sembra che questo accada.

 

In realtà, anche il decreto fiscale si è rivelato un pasticcio con un “regalo” a Berlusconi…

Non è così. La sanatoria tributaria, bloccata in quanto considerata un favore a Berlusconi, nella realtà rappresenta un passaggio importante. Gli imprenditori non investono in Italia perché possono essere accusati in ogni momento di evasione nel caso in cui la loro fattura risulti sottovalutata nelle vendite o sopravvalutata negli acquisti. La conseguenza è che abbiamo delle norme così complicate che gli imprenditori si sentono insicuri e se ne vanno altrove, perché di solito chi fa investimenti internazionali ha sedi in almeno tre Paesi diversi e quindi può scegliere in quale di questi scommettere di più.

 

(Pietro Vernizzi)



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