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FINANZA E RIPRESA/ La nuova "spinta" per Draghi (e l'Italia)

Pubblicazione:domenica 18 gennaio 2015

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Dal punto di vista dell’euro quanto è avvenuto ieri è invece positivo. Il fatto che non si difenda più una svalutazione del franco svizzero aumenta le nostre opportunità di esportazione nei confronti della Confederazione e riduce la competitività dei prodotti svizzeri che vengono venduti nei paesi dell’Eurozona. Per l’economia dei paesi dell’area euro ciò non può che essere un vantaggio.

 

Com’è destinato a cambiare il rapporto euro-dollaro nel momento in cui ci si aspetta il Quantitative easing della Bce e il rafforzamento della valuta Usa da parte della Fed?

Se la Fed rafforza il dollaro, ciò non fa altro che agevolare la politica dell’Eurozona. L’espansione monetaria da parte della Bce ormai è attesa da tutti e inevitabile, al punto che nel momento in cui sarà ufficializzata la possibilità di acquistare titoli pubblici da parte della Bce, l’effetto sarà ridotto in quanto il mercato sta già scontando questa decisione.

 

Si può dire che la politica espansiva di Draghi sta già avendo successo?

La politica espansiva di Draghi sta avendo successo, ma arriva con grave ritardo. È una cosa che bisognava fare già tempo fa, e se non ci fosse stata la resistenza dei soliti noti, la manovra espansiva via Quantitative easing sarebbe stata sicuramente più efficace. Adesso finalmente arriva e si superano anche le resistenze di questi paesi ortodossi, ma l’effetto non potrà che essere contenuto.

 

(Pietro Vernizzi)



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