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FINANZA/ Germania, il pareggio di bilancio grazie a soldi dell'Ue

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Se si vanno a vedere i conti nello specifico ci accorgiamo che i tedeschi sono riusciti a risparmiare la bellezza di 6,5 miliardi, cioè quello che era stato preventivato nell’esercizio 2014, grazie anche al fatto che sono state diminuite le erogazioni di Berlino nei confronti dell’Ue e aumentati invece i trasferimenti dall’Ue alla Germania.

 

Quale messaggio intende lanciare Berlino in questo modo?

Ci si chiede se questo sia un obiettivo politico che la Germania intende lanciare, con un messaggio del tipo: “Noi siamo i più virtuosi e voi dovete fare assolutamente quello che diciamo noi”. Ciò senza dare spazio alle varie osservazioni avanzate da Francia e Italia che chiedono più flessibilità e non certo il cosiddetto pareggio di bilancio. Addirittura la Germania è riuscita ad andare oltre il Fiscal Compact, che nei suoi dettami prevede il pareggio di bilancio strutturale. Ciò significa che i paesi che non hanno sforato il 60% nel rapporto debito/Pil, possono avere un deficit dell’1%. Per quelli invece che sforano, tra cui anche la Germania, è tollerato un indebitamento dello 0,5%.

 

Come valuta invece le scelte fatte dall’Italia?

In qualità di presidente di turno dell’Ue, Renzi ha avuto la possibilità di aprire un serio dibattito sul Fiscal Compact, almeno per concordare una moratoria e una modifica. Ha invece taciuto completamente, compiendo così un errore madornale. Del resto abbiamo visto che il semestre italiano è stato caratterizzato dal nulla.

 

Perché la Germania ha ottenuto dei vantaggio dall’Ue per quanto riguarda i trasferimenti e l’Italia no?

Ho sempre sostenuto che in Europa tutti i paesi vanno per chiedere e non per dare. L’unico Paese che non rispetta questo elementare principio siamo noi. Il funzionamento dell’intera macchina europea è fatto da persone, da lobby e dalla capacità di capire perfettamente determinati funzionamenti. Noi italiani non abbiamo mai capito che a Bruxelles bisogna andare per chiedere, e non per farci imporre qualcosa. I tedeschi invece sono abilissimi, hanno delle squadre preparatissime di funzionari e dirigenti supportati dal mondo politico. Queste squadre vanno a Bruxelles, chiedono e ottengono quello che reputano opportuno per il loro Paese.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
18/01/2015 - Ma si può! (Carlo Cerofolini)

Come dire: chi pecora si fa (l'Italia) lupo (Ue e Germania) se la mangia. Ma si può?