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SPILLO/ La banca che fa “fallire” euro e mercato

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Così i venditori delle operazioni in perdita non hanno trovato nessun acquirente sui mercati mondiali (per quanto siano vasti, anch’essi sono limitati) e quando il prezzo ha ritrovato qualche compratore (dopo qualche ora) il danno era già compiuto e il conto di molti speculatori era già completamente azzerato. Anzi, era in forte passivo. Ma quel passivo, in eccesso rispetto alle disponibilità della clientela, è finito per pesare nella contabilità degli intermediari, cioè dei broker. E alcuni di questi sono completamente falliti (come Excel Markerts), mentre altri sono in grossa difficoltà, con passività che vanno da diverse decine di milioni a centinaia di milioni di dollari (come il broker americano Fxcm).

Ora veniamo alle interpretazioni: soprattutto a quelle che finora non sono state dette o scritte. La prima è che la Banca nazionale svizzera ha mostrato a tutti la propria indipendenza nel muoversi secondo una propria strategia. Non si è arresa al mercato, ma al contrario ha osservato il mercato è si è mossa di conseguenza. Del resto, non si capisce a cosa si sia arresa. Quale fatto scatenante avrebbe costretto a questa presunta resa? Su questo punto essenziale tutti i commentatori hanno sorvolato.

Ora, per capire bene una decisione, occorre anche valutare chi, in prima battuta, ci ha guadagnato. Evidentemente non la maggioranza dei cittadini svizzeri, quelli che ricevono uno stipendio in Svizzera e lo spendono in Svizzera. Per loro non è cambiato molto, e quello che è cambiato è in meglio. Per esempio, nelle importazioni, tutti i beni sono diventati di prezzo più basso, a cominciare dai carburanti. Per il resto, dove potrebbe esservi concorrenza con prodotti stranieri diventati più economici, un popolo che abbia ben chiara la propria identità nazionale, può benissimo continuare a comprare i propri prodotti nazionali anche se più cari.

Ma il vero grosso regalo gratuito lo hanno avuto tutti quei soggetti (soprattutto stranieri) che hanno depositi in Svizzera e spendono all’estero. Questi hanno visto aumentare d’incanto il valore del proprio capitale del 30%. E chi detiene capitali in Svizzera? Oltre a capitalisti e speculatori, anche tutti quelli che hanno da nascondere profitti illeciti e che finora lo hanno potuto fare tranquillamente proprio in virtù della proverbiale riservatezza del sistema bancario svizzero. Una riservatezza che, per le pressioni internazionali, si sta sempre più allentando. A tal proposito appare davvero inopportuna l’ostentata vanteria con la quale il premier Renzi ha affermato di aver raggiunto l’accordo con la Svizzera per lo scambio di informazioni bancarie e il rientro dei capitali in Italia, anche il giorno dopo il crollo dell’euro contro il franco svizzero. Ebbene, a quanto pare questi capitali, per rientrare in Italia, pagheranno una tassa pari al 3%. Ora che hanno guadagnato il 30%, sembra decisamente un buon affare: per loro.

Ma c’è un’altra cosa da apprendere da questa vicenda e riguarda proprio la presunta efficienza del mercato, in particolare dei mercati finanziari, uno dei dogmi intoccabili dell’ideologia liberista. Si tratta di un dogma fondamentale, poiché se i mercati sono efficienti, essi rispecchiano sempre il prezzo giusto, e di conseguenza le piccole oscillazioni, nella loro casualità, sono imprevedibili, cioè letteralmente non-prevedibili. Sono efficienti, quindi distribuiscono ricchezza (preferendo i più bravi ed efficienti) e non prevedibili.

E qui si è verificato un clamoroso caso di non efficienza. Per ore il cambio Eur/Chf è stato illiquido e nessuno poteva comprare o vendere. Perché quando una notizia diventa fin troppo chiara per tutti, nessuno si permette di andare contro il mercato. Ma allora di fatto si ottiene il contrario del mercato: non c’è più mercato. L’efficienza va a farsi benedire e il mercato diventa del tutto prevedibile. Proprio quando il mercato sarebbe più utile, cioè nei momenti di particolare stress finanziario, esso scompare. Questo è quello a cui dobbiamo prepararci, quando la crisi finanziaria esploderà in tutta la sua violenza devastatrice.


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