BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPY FINANZA/ I "fuochi d'artificio" pronti per il Draghi-Day

Infophoto Infophoto

Ci sono poi i mercati emergenti, «i quali hanno dovuto combattere contro le pressioni al rialzo delle loro valute e così hanno creato enormi riserve in moneta estera. Ora però le aziende di quei Paesi - soprattutto Asia e America Latina - devono far fronte a un indebitamento in dollari pari a 6 triliardi, spesso ottenuto attraverso centri offshore. Se i tassi Usa salgono e il dollaro continua ad apprezzarsi, prepariamoci a un grosso e pericoloso mismatch valutario». Insomma, per White «il Qe è solo una moda senza pensiero alle conseguenze. Chi pensa che Usa e Regno Unito stiano crescendo più velocemente dell'Europa perché ha fatto il Qe sta confondendo la correlazione con la causalità, ci sono seri effetti collaterali che stanno crescendo con il passare dei giorni e non sappiamo cosa succederà quando questi effetti cercheranno di ribaltare la situazione attuale». 

In compenso, alle 4 di ieri pomeriggio, la solita manina ha voluto ribaltare la situazione passando all'agenzia Dow Jones i dettagli del piano di Qe che dovrebbero essere svelati oggi, mandando in fibrillazione i mercati. Stando a quanto riportato e immediatamente rilanciato guarda caso dal Wall Street Journal, fonti non meglio precisate avrebbero fatto sapere che il Board della Bce avrebbe deciso un programma di acquisti da 50 miliardi al mese per la durata di un anno, ovvero un piano di stimolo da 600 miliardi di euro, mentre Bloomberg parlava anch'essa di acquisti per 50 miliardi ma a partire dal 1 marzo e fino alla fine del 2016, quindi un programma totale da 1,1 triliardi di euro. Cross euro/dollaro a picco e Wall Street in giostra, ma attenzione, perché le reazioni pavloviane cambiano rapidamente quando ci si ferma e ci si rende conto che, se l'ipotesi vera fosse quella avanzata da Dow Jones, i 600 miliardi totali a fronte dell'ipotesi circolata di un bazooka da 1 triliardo di acquisti all'anno rappresentano una scelta lowside da parte dell'Eurotower, destinata nel breve termine a deludere i mercati. E anche quella da 1,1 triliardi ma spalmata su 22 mesi e non su un solo anno potrebbe non essere valutata sufficiente per innescare lo shock che gli investitori si aspettano. 

A dimostrarlo, plasticamente, ci ha pensato quanto accaduto sul mercato forex nel lasso di pochi minuti dopo la pubblicazione dell'indiscrezione sul piano Bce: prima il cross euro/dollaro è sceso nettamente, ma qualcuno sembra aver dato rapidamente un seconda occhiata, rendendosi conto che non solo l'ammontare potrebbe non essere sufficiente a placare la sete dei mercati, ma soprattutto non erano presenti dettagli riguardo la sua operatività, ovvero la condivisione di rischio da parte dei paesi membri, fondamentale per capire se comprerà la Bce o le varie Banca centrali dell'eurozona su suo mandato e solo per titoli di debito pubblico del loro Paese. Oplà, ecco l'inversione ed ecco la quasi fotocopia dei quanto accaduto giovedì scorso dopo l'annuncio della Banca centrale svizzera di abbandonare il peg con l'euro, con una serie di macro hedge fund bloccati nelle loro posizioni di short sull'euro/dollaro e destinati a pagare prezzi molto alti. 

Ma ancor più rivelatore della pericolosità del momento e dell'importanza di quanto verrà annunciato oggi è il fatto che, forse volendo testare il grado di soddisfazione del mercato all'ipotesi rilanciata da Dow Jones, l'anticipazione del piano Bce ha gettato nel caos totale i mercati forex e come faceva notare Nanex ha portato la liquidità su quel mercato vicino ai minimi record, come ci mostra il grafico a fondo pagina. 

C'è però un problema quando accadono mosse anticipatorie simili: visto che l'evento destinato a portare volatilità reale è atteso per questo pomeriggio, il fatto che tutti siano già usciti dal mercato ci dice che l'attesa è per un altro avvenimento svizzero. Ovvero, una sorpresa, qualcosa contro cui non si vuole scommettere, visto il numero non certo limitato di morti e feriti che si è registrato tra i fondi che speculavano al ribasso sul franco. Si attende un apprezzamento dell'euro? Se così fosse, vorrebbe dire che la Bce avrebbe deluso le attese dei mercati. Una cosa è certa, come vi dico da tempo ormai gli unici attori del mercato sono le banche centrali, il cui attivismo generale mi porta a dire che l'evento tanto temuto, il tail risk o il "cigno nero", potrebbe non essere distante.