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SPY FINANZA/ I "fuochi d'artificio" pronti per il Draghi-Day

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Ieri, infatti, la Banca centrale canadese ha inaspettatamente tagliato il suo tasso di riferimento allo 0,75%, citando a giustificazione della mossa «rischi sulla stabilità finanziaria dovuti ai trend al ribasso dell'inflazione legati allo shock generato dal calo del prezzo del petrolio, il quale ha avuto effetti significativi sulle finanze pubbliche e crea eccezionale incertezza vista la sua magnitudo». Detto fatto, il Canada potrebbe essere la prossima vittima della deflazione globale - ma se ricordate ve ne avevo parlato poche settimane fa -, tanto che sempre la Bank of Canada ha tagliato l'outlook di crescita per quest'anno dal 2,4% al 2,1%, prevedendo un -30% di investimenti nel comparto petrolifero. 

Una cosa è certa, oggi ci saranno fuochi d'artificio. O, forse, pesanti ripercussioni sui mercati. Manca pochissimo ormai, il d-day è arrivato. Fossi in voi, allaccerei bene le cinture di sicurezza, perché è vero che dopo una partenza incerta e un passaggio in negativo le Borse ieri hanno chiuso tutte positive dopo l'annuncio-anticipazione della Bce, ma non lo hanno fatto con rialzi del 3-4% (come abbiamo visto recentemente accadere per ogni sospiro che arrivava da Francoforte) e il risultato da maglia rosa di Milano è stato garantito dalle banche popolari, dopo l'annuncio del governo della loro cannibalizzazione entro 18 mesi grazie alla trasformazione in spa e da Saipem per l'ipotesi di entrare nel consorzio che gestirà Turkish Stream, la pipeline russa per bypassare l'Ucraina nella fornitura di gas all'Europa. Non dalle grandi banche commerciali o dai gruppi assicurativi che beneficerebbero, sulla carta, del Qe.



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