BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ Il capolavoro di Draghi che ci "regala" 140 miliardi

InfophotoInfophoto

Al di là delle schermaglie diplomatiche, herr Draghi ha compiuto l'ennesimo capolavoro. Non solo ha condotto in porto un'operazione impensabile solo fino a pochi mesi fa. Ma è riuscito a imporre alla maggioranza del consiglio una valutazione del quadro macroeconomico in linea con i comportamenti e la visione del Fondo monetario internazionale e della Fed, in netto contrasto ideologico con le convinzioni dell'ortodossia tedesca. Il Quantitative easing servirà a immettere liquidità contribuendo a riequilibrare i portafogli bancari, oggi pieni di titoli di Stato. Non meno importante, potrà essere decisivo per riportare fiducia nell'economia, anche se, ha sottolineato più volte, non può, né deve sostituirsi al risanamento della politica fiscale. 

Non esistono, al contrario di quanto sostenuto dai falchi, rischi di "bolle", almeno a livello europeo. "Se ci saranno bolle locali - ha commentato seccamente, riferendosi probabilmente agli allarmi periodici sull'immobiliare tedesco - andranno affrontato a livello locale". Né va esagerato l'impatto sui cambi: in questi anni le monete non si sono mosse su impulso della finanza, ma come conseguenza dell'evoluzione del quadro economico. E, cosa che Draghi non ha detto, la discesa dell'euro è più un problema per gli altri che per noi europei. 

Le conseguenze più immediate della "rivoluzione" hanno riguardato lo spread tra Btp e i Bund, in netto calo a quota 113 dopo escursioni da brivido. Più composta la reazione della Borsa, dopo l'entusiasmo iniziale. Ma la mossa di Draghi è una grande occasione, e insieme anche una grande responsabilità, per le banche. Il sistema bloccato dalle sofferenze e dagli equilibri ingessati nel giro di una settimana ha a subito due shock: la riforma per decreto delle Popolari, scossa inattesa quanto opportuna; adesso arriva, con il bazooka, la possibilità di convertire 140 miliardi di Btp e Bot in liquidità al servizio delle imprese e delle famiglie (vedi mutui). Guai a sprecare l'ultimo aiuto in arriva da herr Draghi: anche i miracoli non possono essere infiniti.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
23/01/2015 - Li regala alle banche (Giovanni T.)

Li hanno inondati di denaro, ma per l’economia reale non cambierà nulla. Le banche non presteranno denaro ma continueranno a speculare perché non ritengono che ci sia un rapporto adeguato rischio/rendimento. Piuttosto adesso Germania e compagnia bella ci stanno mettendo in condizione di fallire senza grossi danni per loro, con una Bce che aquista titoli di stato per circa 1000 miliardi ma guarda caso ne garantisce soltanto 200.