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FINANZA/ Bagnai: Tsipras, il finto rivoluzionario "manovrato" dall'Ue

Per ALBERTO BAGNAI, Tsipras sostanzialmente è come Grillo: va al potere facendo finta di essere contro l’euro, e poi cercherà di mantenerlo accontentandosi di qualche promessa demagogica

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

La vittoria di Syriza alle elezioni parlamentari in Grecia non ha provocato quel panico sui mercati finanziari che in molti si aspettavano. La Borsa di Atene nelle prime ore del mattino ha perso oltre il 5%, ma poi ha ridotto le perdire. Mentre la Borsa di Milano, dopo un inizio in calo, ha chiuso con un rialzo dell’1,15%. Anche il cambio euro/dollaro è andato in altalena, toccando nella notte il minimo a 1,1098, per poi risalire a 1,12. Ne abbiamo parlato con Alberto Bagnai, professore di Politica economica all'Università G. D’Annunzio di Pescara.

 

Che cosa cambia per la Grecia e per l’euro dopo la vittoria di Tsipras?

Nulla. Non era cambiato nulla neppure dopo che la Francia è andata a “sinistra” con Hollande, che aveva detto che avrebbe fatto cambiare atteggiamento alla Germania. Se non c’è riuscito un Paese potente come la Francia non è ragionevole aspettarci che ci riesca uno Stato oggettivamente più debole come la Grecia.

 

Le istanze greche sono un’illusione?

Sì. Il punto più importante del programma di Tsipras è quello che riguarda il mercato del lavoro, cioè di fatto l’abolizione delle riforme della Troika. Syriza in sostanza ha promesso di ripristinare le tredicesime e di aumentare gli stipendi. Tsipras sostanzialmente è come Grillo: va al potere facendo finta di essere contro l’euro, e poi cercherà di mantenerlo accontentandosi di qualche promessa demagogica sul modello del reddito di cittadinanza. Proprio come l’M5S, Syriza è cioè un partito populista di corto respiro che serve a sopire il dissenso.

 

Tra l’altro Tsipras non ha mai neanche detto di essere contro l’euro…

Il punto è che la macchina dei media europei ha fatto passare Tsipras e Grillo come se fossero due personaggi “contro”. Ciò nella realtà serve solo a organizzare e neutralizzare il dissenso. Gli ingenui sono convinti che adesso in Grecia si aprirà un discorso critico, ma di fatto non è così. Tsipras non fa paura a chi comanda in Europa perché è uno dei loro, non è qualcosa di esterno ma di interno al sistema.

 

Che cosa farà il partito di Tsipras?