BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ Gli "indizi" che portano la Grecia fuori dall'euro

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Insomma, con queste caratteristiche - che non sarà certo Tsipras, né il suo amico caccia-oligarchi a poter cambiare con la bacchetta magica e dentro il recinto dell'eurozona - la Grecia non è in grado di reggere a un periodo di prolungata deflazione come quello che abbiamo davanti, per ammissione dello stesso Mario Draghi, senza un aiuto da una propria valuta nazionale svalutabile. È puro buon senso economico ed è ciò che i mercati stanno prezzando: Atene se ne andrà dall'euro e le istituzioni europee lo sanno benissimo. Ma anche qualcun altro minaccia di innescare un "credit event" su Atene: Standard & Poor's potrebbe tagliare il rating sovrano della Grecia prima della data fissata per il prossimo pronunciamento sul merito di credito ellenico, ovvero il 13 marzo, se la situazione dovesse prendere una piega negativa. È quanto ha riferito ieri all'agenzia Reuters il responsabile dei rating sovrani europei di Standard & Poor's, Frank Gill, il quale ha affermato che «la data fissata per la revisione del rating è il 13 marzo, ma potremmo deviare da quella data qualora avvertissimo che è successo qualcosa di eccezionale con conseguenze importanti sul merito di credito dello Stato».

Dopo il monito di S&P's la Borsa di Atene chiudeva a -3,20%, comunque al di sopra del minimo intraday di oltre -5%, mentre il rendimento del decennale ellenico trattava all'8,87%, il quinquennale al 10,15% e il triennale all'11,764%, in piena inversione dei rendimenti, sintomo di tensione sul breve periodo per la tenuta dei conti del Paese. Ma come vi dicevo prima, nessun contagio verso gli altri bond periferici, visto che Italia, Spagna e Portogallo hanno visto gli spread a ridosso dei minimi storici: Atene, ormai, sembra tradare per conto suo. Guarda caso, poi, ieri il franco svizzero è crollato ai minimi rispetto all'euro da quando è stato tolto il peg fisso, come ci mostra questo grafico, un balzo del +2,70% in un solo giorno di trading, il più grosso calo giornaliero dal 6 settembre del 2011. Forse a Zurigo sanno che Atene dirà "ciao ciao" e temendo un diluvio di euro in arrivo - visto il livello degli outflows di capitale già in atto ora - hanno rimesso all'opera la Banca centrale svizzera, intenta a comprare euro con il badile ieri per deprezzare il franco, magari in attesa di tornare al peg fisso? Altro che rivoluzione greca…

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.