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FINANZA E POLITICA/ Tsipras, un nuovo "gufo" per Renzi

Pubblicazione:mercoledì 28 gennaio 2015

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

La mediazione in realtà era già avanzata e riprenderà entro qualche mese dal punto a cui era arrivata. Tsipras ora tenterà di utilizzare la leva che si ritrova in mano nei confronti della famiglia socialista europea per indurla a dei cambiamenti strutturali nel modo in cui quest’ultima affronta il tema della cooperazione negli accordi europei. Se fossi nei greci, non consentirei quindi a Renzi o Hollande di prendersi il merito di una mediazione se non in cambio di regole strutturali diverse. Questo per i leader socialisti europei, Renzi incluso, è un bel problema.

 

A che cosa punta davvero il governo greco?

C’è chi dice che i greci si accontenteranno di un’ulteriore protrazione dei tempi di pagamento e chi afferma che punteranno a qualcosa di più strutturale. La vera questione però è che l’Italia finora ha seguito una linea completamente diversa rispetto a Tsipras, perché ha assecondato programmi strutturali di correzione molto profonda, che non hanno riguardato soltanto la finanza pubblica, ma anche la stessa produttività. E lo stesso è avvenuto anche in Spagna e Portogallo.

 

Syriza seguirà una direzione opposta?

Sì, in quanto ha annunciato che migliorerà la produttività in un secondo momento, quando le cose andranno meglio, perché il nocciolo del suo programma elettorale accantona la questione. Syriza fa marcia indietro su privatizzazioni , liberalizzazioni e riforma del lavoro. Scommette invece su nuove assunzioni pubbliche e sussidi di sostegno sociale attraverso la spesa statale. È una linea completamente opposta a quella seguita finora da Renzi, Hollande e Spd, che hanno condiviso il fatto che il rischio sovrano europeo rendesse necessario un recupero di produttività.

 

E perché Renzi, Hollande e Spd non fanno come Tsipras?

Se i socialisti europei cambiano linea, la difficoltà starà nello spiegarlo ai propri elettori. Se gli aiuti fossero stati proporzionati al Pil, sulla base di quanto ha ricevuto la Grecia, l’Italia avrebbe dovuto ottenere 1.200 miliardi di euro, e invece non ne ha ricevuto che una porzione infinitesima. Non sarà facile spiegare agli italiani che diamo ragione ai greci, rinviamo la produttività, “abboniamo” la metà del debito pubblico detenuto dai Paesi dell’Eurozona. È vero anche che a volte nella storia si arriva a delle decisioni di rottura senza troppa coerenza con quanto si è fatto prima.

 

Quali sono le sue aspettative nei confronti della situazione che si è creata con la vittoria di Syriza?


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