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FINANZA E POLITICA/ Tsipras, un nuovo "gufo" per Renzi

Per OSCAR GIANNINO, la vittoria di Tsipras è un problema per Renzi e potrebbe diventare anche qualcosa di seriamente grave per la sostenibilità dell'euro in futuro

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

«La vittoria di Tsipras non è un rischio per l’Italia ma per Renzi. Il segretario del Pd si trova con le spalle al muro, perché ora non potrà dire che Syriza ha ragione e nello stesso tempo fare l’esatto contrario in Italia». È l’analisi di Oscar Giannino, giornalista economico, dopo il successo del partito di sinistra alle elezioni in Grecia. Ieri il nostro ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione di fronte al Parlamento europeo ha dichiarato, riferendosi alla governance economica dell’Eurozona: “A mio avviso il bilancio non è soddisfacente”, in quanto “serve una più chiara e decisa complementarietà tra decisioni Ue e nazionali”.

Quali saranno le conseguenze per l’Italia della vittoria di Tsipras in Grecia?

Quanto è avvenuto non riguarda solo l’Italia, bensì l’intera famiglia socialista europea. L’affermazione di Tsipras mette con le spalle al muro i grandi partiti socialisti tradizionali: il Pd in Italia, i socialisti francesi di Hollande e la Spd tedesca. È importante partire da questo dato politico. Molti degli economisti che stanno dietro a Tsipras sanno bene che il loro programma elettorale è impraticabile. Sanno però anche che i grandi partiti socialisti europei fino alla vittoria di Tsipras in Grecia non sono stati capaci di prendere una decisione politica.

Quali sono state le responsabilità di Pd, Spd e socialisti francesi?

Non solo nel 2011 fu impedito alla Grecia di tenere un referendum, ma nessuno si è mosso di un millimetro quando Samaras si è alzato dal tavolo dei partner europei dicendo: “Voglio di più o andremo a elezioni anticipate”. E questo nonostante pochi mesi fa fosse in corso una trattativa molto inoltrata con il premier uscente Samaras per un ulteriore slittamento dei tempi di pagamento e un pacchetto di sostegno per il versamento degli interessi. Ora Tsipras scopre le carte e lancia una piattaforma dura e pura come se questa trattativa non ci fosse, chiedendo un ulteriore abbattimento del 50% del debito.

Con quali conseguenze?

Questo fatto mette i grandi partiti socialisti alle corde. Riconoscendo le richieste di Syriza come fondate, dovranno rivedere le politiche nei loro stessi Paesi. Il Pd con le sue leggi di stabilità finora ha sostenuto una linea completamente diversa, accrescendo ulteriormente il prelievo fiscale quando è già al 44% del Pil. Mi domando come farà Renzi a dire che ha ragione la Grecia quando considera insopportabile una pressione fiscale di dieci punti inferiore.

Renzi potrà quantomeno fare il mediatore tra Grecia e Germania?