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I NUMERI/ Fortis: Pil e debito, per l’Italia c'è la svolta

Pubblicazione:giovedì 29 gennaio 2015

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Per quanto riguarda i soli macchinari utensili, nel quarto trimestre 2014 gli ordini sul mercato interno italiano sono cresciuti del 18,8% rispetto allo stesso periodo del 2013. La nuova Sabatini sta innescando una serie di ordini che non appena si trasformeranno in produzione genereranno nuovo Pil. Sarà molto interessante vederne l’effetto congiunto insieme a fattori monetari internazionali. Certamente non si tratterà di un Pil che esplode come un razzo, ma rafforza le aspettative di un consolidamento delle prospettive di ripresa nel 2015.

 

Il quantitative easing si infrangerà contro i crediti deteriorati delle banche?

Il tema della sistemazione dei crediti deteriorati in Italia è certamente cruciale: aumentano le sofferenze e bisognerà senz’altro intervenire. La stessa ristrutturazione delle banche popolari nasce dal fatto che queste negli ultimi anni hanno soprattutto distrutto capitale del territorio invece che valorizzarlo. Si sono registrati dei crolli di valore da parte di queste banche che portano la loro capitalizzazione di Borsa in rapporto al valore netto della banca stessa su valori che sono tra i più bassi in Europa.

 

Che cosa si può fare perché le misure della Bce portino a un effettivo superamento del credit crunch?

La vera domanda è se effettivamente ci sia tuttora un problema di credit crunch o se si tratti piuttosto di un’assoluta assenza domanda di credito sana. Si può fare di tutto per agevolare l’erogazione di credito, ma se si presenta un richiedente che non è attendibile, la banca sta usando i soldi dei nostri risparmi. Spesso le polemiche giornalistiche contro le banche non tengono conto di questo fatto, e quindi noi come cittadini risparmiatori dovremmo essere consapevoli del fatto che le banche devono dare i soldi a chi offre garanzie di poterli restituire.

 

(Pietro Vernizzi)



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