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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ Il nuovo "piano" che può salvare Italia e Ue

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Oggi i problemi si ripresentano, più gravi di prima. All'apparenza, la calma dei mercati finanziari lascia pensare che oggi la situazione sia migliore. Non è vero: l'Europa si è dotata di alcuni strumenti di dissuasione contro la speculazione (vedi gli Omt, i principi dell'unione bancaria) che rendono più pericoloso l'attacco alla moneta unica. Ma la disoccupazione dilagante e la pressione sui salari hanno intaccato la fiducia degli europei. Urge, dunque una risposta positiva. 

È giusto ribadire in ogni sede il principio che gli impegni vanno rispettati, purché si offra una soluzione politica ai ragazzi di Atene oltre che a quelli campani. Ci vogliono presto misure non convenzionali, più efficaci del piano Juncker che si limita a distribuire risorse già esistenti con un effetto leva incredibile. 

Proposte? Un grande piano per l'energia, in cui vengano premiati, al di fuori dei vincoli di bilancio, gli investimenti mirati al risanamento ambientale. Prima ancora, va data licenza alla Bei di emettere obbligazioni legate a piani di investimento in imprese e infrastrutture che dovranno essere acquistate dalla Bce e finire così nella pancia della banca centrale: se Weidmann non si fida di Btp e Bot, lo stesso non potrà fare per le autostrade, i porti e le centrali necessari per il futuro del Vecchio Continente. Altrimenti, il rischio è che la corsa dell'Europa, più che quella dell'euro, si avvicini al capolinea. 

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