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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ "L'alleato" che può aiutare l'Italia contro la Germania

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

Il secondo cambiamento importante riguarda la congiuntura. I segnali di ritorno allo sviluppo si moltiplicano, anche in Italia. Ieri è arrivata la prima discesa della disoccupazione a dicembre, anche se solo di pochi decimali rispetto al mese precedente (dal 13,3% al 12,9%) e bisogna tener conto che dal 2007 è raddoppiata, come ha ricordato il governatore Ignazio Visco, il che vuol dire oltre due milioni di persone hanno perso il posto di lavoro in sette anni. È essenziale a questo punto cogliere l'occasione e mettere tutte le vele al vento. Una stretta fiscale adesso rischia di compromettere il futuro. Anche in Grecia il prodotto lordo ha il segno più, anzi si prevede una crescita superiore ai due punti, quindi conviene a tutti fare in modo che si consolidi anziché provocare un nuovo tonfo. Anche questo spezza una lancia a favore non di regalie unilaterali, ma di un aggiustamento condiviso e ben gestito. 

Martedì Tsipras verrà in Italia e incontrerà Renzi, il quale si è mostrato ben disposto. La posizione italiana, a quel che si sa, è ferma sul debito (i greci hanno ottenuto 40 miliardi di euro, poco meno di quanto ha dato la Francia), ma molto più aperta sulla politica fiscale. Il ministro dell'Economia Padoan non è affatto ostile a una riduzione dell'avanzo primario concordato con la troika, un precedente che potrebbe aiutare l'Italia la quale, lo ricordiamo, ha rinviato di un anno il pareggio del bilancio previsto dal Fiscal compact. 

Nemmeno l'Italia può dire di aver imboccato in modo sicuro la via della ripresa. In questi giorni si moltiplicano le previsioni ottimistiche, la Confindustria vede addirittura una crescita del 2,1%, mentre per la Banca d'Italia si può andare ben sopra il punto percentuale. Prezzi petroliferi, svalutazione dell'euro, moneta a bassissimo costo, sono i tre "doni" che arrivano dall'estero, ma all'interno si segnala un cambiamento delle aspettative e anche nello stato d'animo di famiglie e imprese. Segnali positivi da preservare e consolidare con una politica economica che accompagni la curva della congiuntura e magari la stimoli per quel che è possibile con una riduzione progressiva delle tasse. 

L'Italia, dunque, può diventare un alleato naturale della Grecia se Tsipras si lascia dietro le spalle la retorica che lo ha fatto vincere. Ogni proposta può essere realizzata in tempi e modi ben diversi; anzi sono propri tempi e modi che la rendono fattibile o soltanto una vaga promessa. Dunque, hanno ragione i mercati rispetto ai sacerdoti dell'ideologia tedesca? 

È ancora presto per giudicare, almeno da queste prime mosse. Forse anche i guru della finanza s'illudono, ma da loro viene (una volta tanto) un invito alla saggezza che può dare risultati convincendo Syriza che non ci sono pasti gratis o, se preferisce Mao Tse-tung, che la rivoluzione non è un pranzo di gala.

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COMMENTI
31/01/2015 - Siamo messi male! (Carlo Cerofolini)

Non c’è niente da fare, nessuna Nazione può prosperare nel benessere e nella democrazia senza un forte abbattimento della spesa pubblica improduttiva e del satanismo fiscale e burocratico e senza che vi sia una giustizia efficiente ed efficace che tuteli gli onesti cittadini e non sia sempre sbilanciata verso i Caino di turno. Quindi siamo messi male!