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SPILLO/ 1. La "religione" della finanza che ci ha regalato la crisi

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Terza citazione. “La verità, e bisogna cominciare a dirselo con sempre maggiore chiarezza, è che la politica europea nella versione di Weidmann o di Schäuble è piuttosto nazionalista e nasconde il suo nazionalismo dietro la religione di regole affette da strabismo”. Ci siamo, ora abbiamo una definizione piuttosto chiara. Si tratta della “religione delle regole”, tipica versione aggiornata ai giorni nostri di un modernismo che le encicliche papali hanno già descritto e condannato da oltre un secolo. E di questa ideologica religione delle regole i primi bestemmiatori sono proprio i suoi promotori. Come giustamente rilevato dall’autore, “non erano aiuti di Stato, forse, i 247 miliardi che i tedeschi hanno usato per coprire i buchi delle loro banche e perché l’Europa decise allora di non farli valere come tali per tutti?”. Se il tradimento è consumato, con quale diritto pretendono da noi il religioso rispetto delle regole? Per affossarci ovviamente (e ovviamente non ci viene detto!).

Quarta citazione, in questo passaggio si sta parlando del Governatore della Bce Mario Draghi. “Questa volta ha contro l’opinione pubblica tedesca, ha ragione ma non gli viene data, e per di più sull’Italia incombe il giudizio di primavera della religiosissima Commissione egemonizzata dai tedeschi”. Ecco, non c’è prospettiva e non c’è speranza, ancora una religiosissima commissione ci giudicherà in futuro. E pure l’autore non riesce a uscire da questa prospettiva. Pure per lui la cosa si risolve con una accelerazione nella stampa di moneta (lo chiamano Quantitative easing o Qe) che è la stessa soluzione che ci ha ficcato nei guai. 

Perché la verità è questa: l’eccesso di moneta c’è sempre stato fin dalla nascita dell’euro. Lo hanno fatto senza dirci niente. Un tale eccesso di moneta che, i miei più fedeli lettori lo ricorderanno, nella primavera 2007 (prima dello scoppio della crisi) pubblicavano uno studio in cui rispondevano alla domanda: come mai, se c’è eccesso di moneta, non osserviamo inflazione? Quindi, già nella domanda era implicito il dato evidente: l’eccesso di moneta stampata dalla Bce. E la risposta dello studio in questione era: non osserviamo inflazione perché l’eccesso di moneta non è andato a famiglie e imprese, ma è finito nei mercati finanziari.

Oggi lo sappiamo: quel fiume di denaro (proveniente non solo dalla Bce, ma anche dall’americana Fed) ha alimentato spaventosamente il mercato dei derivati Otc, prodotti rischiosissimi che hanno avvelenato i bilanci di tutte le maggiori banche mondiali (a cominciare dalla tedesca Deutsche Bank, che nonostante ne abbia per oltre 20 volte il Pil tedesco continua a superare indenne tutti gli stress test della Bce) e poi ha avvelenato i bilanci dei governi, quando gli stessi hanno iniziato a salvare le banche fallite o quando le stesse hanno iniziato a disfarsi dei titoli di stato, ottemperando alle decisioni della Bce.

Quindi la nuova soluzione è esattamente a quella precedente, quella che ha provocato la crisi: stampare moneta in eccesso. Ma una (presunta) banca centrale che non abbia alcun legame con qualche governo o qualche altra istituzione, che altro può fare? Se non stampano moneta, la finanza e l’economia crollano. E allora, via con la stampa!