BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 2. "L'agenda" di gennaio che mette nei guai l'Italia

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Basta fare quattro passi nel parco di Mon Repos, sulle rive del Lago Lemano, dove ha sede la Scuola superiore, per toccare con mano la gravità della crisi greca in un’Europa la cui unione monetaria è ancora incompleta (esce in questi giorni per i tipi dell’Editore Passagli un interessante volume collettaneo curato da Emilio Barucci e Marcello Messori, frutto di una ricerca di Astrid). Nel breve periodo, i punti essenziali sono i seguenti:

- È illusorio pensare che il 22 gennaio il consiglio della Banca centrale europea vari misure monetarie non convenzionali (c’è una vera e propria galassia di sigle), poiché gli occhi di tutti saranno puntati sulle elezioni del 25 gennaio in Grecia.

- Occorre , invece, prendere atto che l’esame dei “rimandati a marzo” (Belgio, Francia, Italia) sarà più rigoroso poiché, per il momento, le difese migliori nei confronti di tensioni monetarie sono finanza pubblica in ordine e riforme mirate ad aumentare produttività e competitività.

Nel medio periodo, quale che sarà l’esito delle elezioni in Grecia (nella migliore delle ipotesi una coalizione che tenga a freno le forze maggiormente estremiste), i movimenti populisti e anti-euro rischiamo di uscirne rafforzati e potenziati. E con essi le tendenze a misure unilaterali che potrebbero viaggiare verso lo sbriciolamento di un’unione monetaria concepita, un po’ frettolosamente, sull’onda dell’unificazione tedesca.

In queste circostanze - come ha indicato un servizio di Der Spiegel del 4  gennaio (pare ispirato da Berlino)-forse sarebbe meglio per tutti se la Grecia uscisse dall’eurozona. Ma la speculazione potrebbe accanirsi su Belgio, Francia e Italia.

Allacciate le cinture: c’è turbolenza in vista. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.