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Economia e Finanza

CAOS GRECIA/ Borghi: è l'Italia che può mettere fine all'euro

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Draghi deve difendere a tutti i costi la religione dell’euro perché ne è il sommo sacerdote. Ogni nuovo “convertito” che entra nella sua “chiesa” è accolto con il tappeto rosso.

 

Alla luce di queste valutazioni, quale futuro vede per l’euro nel 2015?

Il futuro dell’euro non dipende né dalla Grecia, né dalla Lituania, ma soltanto dai tre Paesi “fondatori”: Italia, Francia e Germania. Il 2015 potrebbe essere l’anno in cui in uno di questi tre Paesi succederà qualcosa. Io sono convinto che in Italia si terranno le elezioni anticipate in primavera. Se gli italiani si svegliassero veramente, potrebbe essere proprio loro a determinare la fine dell’euro. Bisogna vedere se i nostri cittadini avranno il coraggio di mandare a casa Renzi e di mettere al governo i partiti anti-euro.

 

E quale sponda potrebbero trovare questi partiti in Francia e Germania?

In Francia c’è il Front National, partito di maggioranza relativa, che sarebbe la nostra sponda principale anche perché Parigi ha interessi paralleli a quelli dell’Italia. È vero che ci sono dei crediti incrociati anche tra Italia e Francia, ma Parigi deve dei soldi soprattutto a Berlino. In Germania ci sono inoltre partiti come Alternative fur Deutschland con cui vale certamente la pena aprire un dialogo.

 

(Pietro Vernizzi)

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