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RIPRESA?/ Expo, Bce e dollaro: le incognite per l'Italia nel 2015

Pubblicazione:martedì 6 gennaio 2015

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La crisi greca potrebbe anche riattizzare fenomeni di contagio, perché Atene è indebitata nei confronti della maggior parte dei paesi dell’Europa, anziché nei confronti delle banche come era nel 2010. Il rischio è che la Grecia decida di fare default, cioè che pur non uscendo dall’euro scelga di ristrutturare il proprio debito, e il conto lo pagheranno i governi europei. Ciò però non dovrebbe scatenare effetti a catena sulle Borse, ma si limiterà a riguardare i trasferimenti tra i diversi Stati dell’Eurozona. Questa nuova crisi greca dovrebbe quindi essere meno destabilizzante rispetto a quella del 2010.

 

Che cosa ne pensa dell’investment compact lanciato dal ministro Padoan?

Nell’insieme sono misure che vanno nella giusta direzione, ma che possono essere incrementali piuttosto che riuscire a cambiare completamente le condizioni della nostra economia. Nella nostra legislazione esiste già comunque l’Ace, che prevede la detassazione degli utili nel capitale d’impresa. Siccome l’economia è stata in grande difficoltà gli utili sono diminuiti. Se lo stato dell’economia però si muove un po’ questo può già di per sé aiutare.

 

Quale scenario produrrà per l’economia italiana nel 2015 l’insieme dei fattori che lei ha analizzato?

Non mi aspetto una crescita molto robusta nel 2015, si parla di un +0,5%, ma speriamo comunque che ci sia. Pian piano avremo un effetto positivo sui consumi derivante dal fatto di rendere permanente il bonus da 80 euro. Alla luce però delle condizioni pesanti per la nostra finanza pubblica è difficile che il bonus possa bastare da solo. L’Expo del resto favorirà alcune zone dell’Italia più di altre e quindi l’effetto aggregato per l’economia italiana non sarà così elevato.

 

(Pietro Vernizzi)



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