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SPY FINANZA/ Il grafico che spiega perché i mercati stanno andando "in tilt"

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3) In parallelo con l'aumento dei rendimenti sui titoli Usa, sta crescendo anche il costo per assicurarsi dai rischi sul credito corporate: per l'esattezza, il prezzo per assicurarsi contro il default del credito corporate statunitense di categoria investment grade è salito del 20%, passando dai minimi di 55 a 66 da luglio a oggi, stando a dati di Markit. 

4) Ma è l'insieme del credit market a mandare segnali di tensione. Lo spread Ted, ovvero la differenza tra il tasso a cui le banche Usa si prestano denaro tra di loro e il tasso della Fed, quest'ultimo assunto come risk-free, è salito del 9% in dicembre, il livello più alto dalla fine del 2013: insomma, i rischi sul credito per l'economia stanno salendo, o almeno, la loro percezione da parte del mercato. 

5) Nel Regno Unito, un misuratore chiave del rischio per il settore bancario è la differenza tra il tasso Libor e il tasso swap indicizzato overnight, una ratio generalmente chiamata Libor-Ois spread. Come nel caso precedente, questo compara il tasso interbancario per prestarsi soldi tra istituti e il tasso della Fed, sempre implicitamente risk-free: venerdì scorso questa spread ha toccato il livello più alto dall'ottobre 2012. 

6) I tassi di interesse sono stati tenuti ai minimi emergenziali per gli ultimi cinque anni circa sia nel Regno Unito che negli Usa, ma ora la Fed potrebbe muoversi per prima, alzando il costo del denaro attorno alla metà di quest'anno, mossa anticipata dagli investitori che stanno già comprando dollari in vista della stretta, manovra che ha visto la sterlina perdere il 10% sul biglietto verde da luglio ad oggi. La stessa Bank of England entro l'autunno dovrebbe operare un rialzo dei tassi, mosse che potrebbero portare scossoni di una certa entità sui mercati, soprattutto tra i Paesi emergenti con grandi tassi di indebitamento in valuta estera, soprattutto in dollari. 

7) Il mercato azionario britannico è nel suo 70mo mese di mercato rialzista, cominciato nel marzo 2009. Storicamente ci sono stati soltanto due precedenti di crescita del mercato più lunga, uno è il periodo che ha portato al crollo del 1929 e l'altro quello precedente all'esplosione della bolla dot-com all'inizio degli anni Duemila. Il mercato britannico, il principale europeo, è stato un grande beneficiario dell'enorme espansione dello stato patrimoniale operata dalla Fed, quadruplicato dagli 800 miliardi del 2008 agli attuali 4 triliardi di dollari: ora che quel denaro rischia di vedere diminuire il proprio flusso nel sistema, fino a sparire, sarà dura mantenere corsi rialzisti su questi livelli. 

8) Negli Stati Uniti, il dato Schiller Cape - ovvero la ratio price/earning aggiustata ciclicamente - per l'indice Standard&Poor's 500 è attualmente al 27,2, il 64% al di sopra della media storica del 16,6. Solo in tre occasione dal 1882 quella ratio è stata più alta: 1929, 2000 e 2007.