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Economia e Finanza

SPILLO/ Disoccupazione e deflazione, i numeri che "ingannano" l'Italia

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Siccome la Bce ha come compito quello di tenere l’inflazione sotto il 2%, Draghi se vuole può agire anche subito senza attendere il board del 22 gennaio. Stando alle ultime dichiarazioni del presidente della Banca centrale europea, sembrerebbe che l’opposizione tedesca non sia un veto. Per Berlino cioè gli interventi programmati da Draghi non serviranno a nulla, ma non li condanna più di tanto. I tedeschi sembrano quasi dire: “Se gli altri paesi vogliono queste misure, attuiamole pure”.

 

Che cosa dovrebbe fare invece il governo italiano?

Abbiamo fatto quasi tutto quello che si poteva fare e che era comunque limitato. Ora non ci resta che aspettare e pregare che le cose vadano bene. Con il Jobs Act c’è una convenienza a trasformare l’occupazione precaria in una di tipo permanente, ma con le tutele crescenti. Nella prima fase dunque si tratta pur sempre di occupazione subordinata, anziché di partite Iva, e con il tempo si consolida e dovrebbe dare delle posizioni permanenti. Per questi ultimi lavoratori dovrebbe essere più facile ottenere un credito in banca. L’Italia ha quindi messo in moto il modesto motore di stimolo di cui dispone, ora speriamo che abbia effetto.

 

La Germania continua a stare meglio del resto d’Europa. È una situazione momentanea o duratura?

Dieci anni fa la Germania e i paesi nordici hanno attuato una serie di riforme che il resto d’Europa non ha fatto. Si tratta di misure che l’Italia ha introdotto negli ultimi due anni, la Spagna solo di recente, mentre Francia e Belgio devono ancora approvarle. Mi riferisco alle riforme del mercato del lavoro, delle pensioni e simili. Avendo messo sotto controllo dei meccanismi che facevano gonfiare il bilancio pubblico molto più di quanto fosse sostenibile e salvato i diritti dei lavoratori e dei pensionati, lentamente inizieranno a sentirsi i benefici.

 

(Pietro Vernizzi)

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