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FINANZA/ Bayer (Die Welt): euro e Grecia, ecco cosa spaventa la Germania

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Dal mio punto di vista, il voto in Grecia non è decisivo. Decisivo è il tasso d’inflazione. Se l’Europa cade nella deflazione - i dati recenti in merito sono preoccupanti -, Draghi ha un argomento forte per mettere in atto un Quantitative easing. E la Bundesbank certamente si opporrà.

 

Perché la banca centrale tedesca ha questa posizione?

È una resistenza di principio. La Bundesbank è convinta che un Quantitative easing sia equivalente a un finanziamento del debito pubblico che mette a rischio la stabilità di prezzi. Un acquisto di titoli di Stato viene anche percepito come una ridistribuzione di ricchezza, dal Nord al Sud.

 

Ha appena ricordato i numeri preoccupanti sull’inflazione europea. In generale, gli ultimi dati macroeconomici diffusi sembrano evidenziare ancora le difficoltà dell’Eurozona, salvo che della Germania, che sembra essere l’unica “isola felice” rimasta in Europa. La Germania può andare avanti da sola? Non ha interesse a che il resto dell’Europa cresca?

In effetti, l’economia tedesca si gode un bel momento. Però, la domanda è: quanto durerà questo bel momento? Recentemente, sono usciti tanti libri critici. Parlano della “Deutschland-Blase”, della “Bolla Germania”, o della “Deutschland-Illusion”, la “Illusione Germania”. Secondo gli autori, il futuro della Germania non è dorato: gli investimenti, pubblici e privati, sono troppo bassi; la demografia non ci aiuta; non nascono nuove imprese; non siamo presenti nel settore IT. Hanno ragione? Magari esagerano, ma i dubbi sono giustificati. Senza Europa, la Germania va da nessuna parte. Essere solo su una “isola felice” non è un granché. Per essere felici ci vuole sempre compagnia.

 

(Lorenzo Torrisi)

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COMMENTI
09/01/2015 - commento (francesco taddei)

"per essere felici ci vuole compagnia"....ma alle loro condizioni però.