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EFFETTO #JOBSACT/ I due "scherzi" nella festa di Renzi

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Un consumatore per diversi anni non cambia l’auto perché c’è la crisi, ma a un certo punto è costretto a farlo. Le famiglie rimandano il momento in cui comprano casa o si sposano, ma non possono aspettare all’infinito. Il miglioramento dell’occupazione insomma è un fatto normale. Quello che non è normale è che la disoccupazione continui a essere all’11,9%.

 

Comunque è stato fatto quantomeno un piccolo passo avanti…

Sono il primo a rallegrarmene. Se però un Paese ha una crescita inferiore all’1% e l’occupazione aumenta, significa che a essere ferma è la produttività. La nostra crescita in ogni caso è limitata e genera un’occupazione limitata. Se ci accontentiamo di una disoccupazione totale all’11,9%, e di una crescita del Pil che nel 2016 sarà dell’1,2%, teniamo presente che di questo passo per arrivare alla situazione pre-crisi ci vorranno sette o otto anni. Se ci guardiamo in giro, i giovani hanno ancora delle grosse difficoltà a trovare un lavoro, e quindi non c’è da festeggiare perché siamo in una situazione difficile.

 

Il tasso di disoccupazione giovanile è al 40,7% e cresce dello 0,3% rispetto a luglio. Come si spiega questo dato ancora così alto?

C’è una ragione fisiologica. Quando l’occupazione cresce poco, i giovani sono svantaggiati perché di solito tornano a essere occupati quelli che lo erano già in precedenza e che ritrovano il loro lavoro. Solo in un secondo momento si iniziano ad assumere i giovani: purtroppo sono gli ultimi ad avere un posto a tavola. Soltanto quando c’è una crescita robusta, c’è bisogno anche della fascia tra i 15 e i 24 anni.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
01/10/2015 - I due scherzi nella festa di Renzi (Luciano Vignati)

La riforma del lavoro attuata dal governo Renzi, dai suoi nani e ballerine è un'autentica porcata. Intanto vale solo per i lavoratori del settore privato, i parassiti del settore pubblico continuano a conservare il posto anche in presenza palese di infedeli servitori dello stato o con amministrazioni pubbliche in profondo dissesto. In secondo luogo non hanno creato le condizioni per stimolare la crescita o perlomeno dare qualche certezza alle imprese. Nel settore energia, per fare cassa con l'IVA dal primo ottobre hanno aumentato le tariffe di elettricità e gas. Hanno smesso di pagare i debiti della pubblica amministrazione o comunque li stanno ritardando, per fare il loro tesoretto a scapito delle PMI. Infine le imprese hanno ancora difficoltà ad accedere al credito con tassi altissimi. La società di cui sono socio, in profonda crisi perché opera nel settore edile, nella scelta di indebitarsi ulteriormente o lasciare a casa i collaboratori, ha scelto di lasciare a casa i collaboratori e il lavoro è stato distribuito fra i soci, i quali lavorano quasi a titolo gratuito con mille difficoltà perché nelle frattempo devono curare anche gli interessi dei propri studi professionali. In fine se non portano significative modifiche alla riforma Fornero (reintrodurre lo scalone) i poveri giovani avranno sempre difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro e gli esodati saranno consumatori modesti. Il solito gatto che si morde la coda.