BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

SPY FINANZA/ La nuova "stamperia" delle banche centrali

InfophotoInfophoto

Altrimenti, cari lettori, non si spiegherebbe perché la Fed abbia così paura di un aumento dei tassi di un misero quarto di punto. Oltretutto, le ultime due recessioni hanno indebolito molto gli effetti delle politiche della Banche centrali, in testa quelle della Fed che di fatto servono da driver e riferimento per tutte le altre. Il primo grafico a fondo pagina ci mostra la differenza di reazione politica sui tassi da parte della Fed in risposta alla bolla tecnologica del 2001 e alla crisi subprime del 2008: come vedete, la risposta all'ultima crisi è stata molto più aggressiva, perché ha abbattuto i tassi a zero e lì li ha mantenuti tali per 82 mesi di fila, un tempo indefinito che ancora non conosce una fine ufficiale. 

Il secondo grafico, invece, ci mostra il cambiamento della base monetaria dovuto ai vari cicli di Qe attivati per contrastare la crisi del 2008: l'area rossa ci mostra come la creazione di moneta sia stata in questo periodo senza precedenti nella storia monetaria degli Usa, una rivoluzione assoluta, un'implementazione senza precedenti degli strumenti nelle mani della Banca centrale statunitense. Il problema è che una dinamica simile, stando alle teorie della Scuola austriaca, impone per vedere il giochino perpetuarsi, sempre maggiori livelli di debito e moneta, altrimenti il meccanismo grippa e salta tutto. E alla Fed lo sanno, visto che fingono di voler alzare i tassi e normalizzare la situazione ma sanno che, invece, serve un'altra transizione esponenziale per stabilizzare la prossima crisi in arrivo, la quale sarà molto peggio di quella di sette anni fa proprio perché il livello di debito è molto più alto e perché o si va con tassi in negativo o la leva monetarista non ha più strada da percorrere. Ma si sa, tassi troppo in negativo vanno a colpire i risparmiatori e quindi, o si intende distruggere il concetto stesso di risparmio spingendo tutti a svuotare i conti correnti per comprare titoli od obbligazioni ad alto rendimento per mandare il mercato sulle stelle, rischiando di sprofondare in una trappola della liquidità, oppure serve altro, il classico coniglio dal cilindro. 

Nessuna sorpresa, si stamperà solamente di più, cercando metodi alternativi per canalizzare le iniezioni di denaro: come? Ampliando lo spettro delle securities che la Fed - ma anche Bce e Bank of Japan - potranno acquistare nei loro programmi di stimolo, magari coordinando un'enorme espansione dello stimolo fiscale dei governi. L'ultima crisi si è sostanziata in un ampliamento della base monetaria della Fed da 800 miliardi a 4 triliardi di dollari: bene, la prossima potrebbe quasi certamente richiedere un multiplo di quel numero, come ci mostra il terzo grafico di prospettiva. 

E attenzione, questa non è una predizione campata per aria, è un'illustrazione della natura esponenziale del prossimo intervento della Fed basata su quanto avvenuto dal 2008 a oggi. Ecco il frutto marcio e avvelenato del mercato globale manipolato dalla Fed e dalla Banche centrali in generale. Se sarà Qe perenne, i corsi azionari saranno cieli limpidi senza nemmeno una nuvola, la narrativa della ripresa diverrà legge, il monetarismo l'unica religione riconosciuta. Fino al giorno del giudizio, però, quello in cui non si potrà più espandere e stampare. Ma solo esplodere. 

 

 

 

© Riproduzione Riservata.