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MANOVRA/ I conti che "lasciano a terra" l'Italia

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

E la spending review? Ci stanno lavorando a palazzo Chigi, anche se non se ne sa molto. Si continua a ripetere che da essa verranno dieci miliardi, tre dei quali dalla sanità, senza specificare come. Intanto la legge diventa il solito salsicciotto dove si cerca di far entrare tutto (dal canone Rai pagato con la bolletta elettrica al pensionamento anticipato rinunciando a una parte dell'assegno). Con l'effetto certo che di qui a fine anno avverrà il solito assalto alla diligenza. 

Allo stato attuale (qui sotto sono riassunti i "conti"), le coperture ballerine, affidate a ipotesi e speranze s'aggirano tra i 13 e i 14 miliardi (7 dalla flessibilità sul deficit, 3 da reperire e 3,5 in base alle stime sul "tesoretto" generato dalla ripresa). Il rischio che si sprechi anche questa occasione diventa ogni giorno che passa più elevato e allarmante. Speriamo che il ministro Padoan ci smentisca.

 

Il conto della spesa

 

Risorse necessarie:

- 14,5 miliardi: spese per evitare aumento Iva e accise 

- 0,5 miliardi: reindicizzazione pensioni 

- 1 miliardo: cancellazione Imu su macchinari e capannoni 

- 1,6 miliardi: sblocco contratti pubblici 

- 2 miliardi: sgravi Ires Sud (o flessibilità in uscita) 

- 1,5 miliardi: proroga decontribuzione nuovi assunti 

- 3,8 miliardi: cancellazione Tasi sulla prima casa 

- 0,7 miliardi: cancellazione Robin Tax su energia e petrolio 

- 1,4 miliardi: spese aggiuntive obbligate

 

Come trovare le risorse:

- 10 miliardi: spending review (3 miliardi di tagli alla sanità) 

- 3,5 miliardi: rientro dei capitali 

- 3,5 miliardi: maggiore crescita e minori interessi 

- 7 miliardi: flessibilità deficit

- 3 miliardi: altre risorse ancora da reperire

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COMMENTI
12/10/2015 - le condizioni della riduzione del debito (antonio petrina)

Nel 1998 il ministro del tesoro Azeglio Ciampi pose le condizioni per la riduzione del debito pubblico con un piano straordinario decennale ( mai approvato ), ma con la precondizioni di mantenere l'avanzo e non di aumentare il deficit.Oggi si fa tutto il contrario e si pretende il miracolo italiano ( rectius: la fortuna ) per la riduzione del debito : Roma docet !