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FINANZA E POLITICA/ La manovra di Renzi per togliere voti a Berlusconi

Pubblicazione:mercoledì 14 ottobre 2015

Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan

È giusto ragionare in termini di misure concrete, a prescindere dalle etichette prestabilite. In un Paese che è stato assediato per decenni dalle ideologie, questa novità è un fatto positivo. Del resto però non si può fare tutto, e quindi bisognerà scegliere. Se non ci si riuscirà, si rischia di disperdere le energie finanziarie in interventi meno mirati.

 

È possibile attuare tutte le misure presenti in finanziaria?

Se si potesse fare tutto sarebbe l’ideale. Chiunque in linea di principio è d’accordo sul fatto di abolire le tasse sulla prima casa o l’Imu sugli imbullonati, come pure su interventi in favore dei minori o contro la povertà. Una maggiore selezione produrrebbe effetti più profondi nelle aree circoscritte in cui si decide di intervenire. Resta il fatto che stiamo parlando di una manovra da 30 miliardi di euro.

 

Renzi dove troverà i soldi per tutti questi interventi?

Questo è un capitolo ancora tutto da scrivere: vedremo quale tipo di coperture finanziarie verrà fuori. Lo stesso negoziato con la Commissione Ue non sarà facilissimo, perché l’Italia si presenterà con una Legge di stabilità in deficit. Dovremo vedere fino a che punto la flessibilità concessa dall’Europa si estenderà anche a quello 0,2% che il nostro governo considera un dato acquisito a titolo di emergenza immigrazione. Su questo abbiamo una sola certezza: la Commissione Ue tratterà duramente. Abbiamo inoltre visto in questi giorni i rilievi mossi da Bruxelles alla Legge di stabilità della Spagna. Tutto ciò anticipa il profilo di un negoziato difficile.

 

(Pietro Vernizzi)



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