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Economia e Finanza

FABRIZIO PALENZONA/ L'autosospensione necessaria dell'ultimo "banchiere di sistema"

Fabrizio Palenzona (Infophoto)Fabrizio Palenzona (Infophoto)

Abile e intelligente senz'altro, Palenzona. Ex democristiano di sinistra, ma in ottimi rapporti con il cerchio magico berlusconiano e apprezzato anche da Bersani (che lo definì un "Maradona"). Capace di conciliare diavolo e acqua santa, se si pensa che - lanciato come consulente dal gruppo Gavio - è poi diventato fiduciario istituzionale del rivale Benetton: è presidente dell'Associazione dei gestori autostradali e nume tutelare del gruppo nel settore degli aeroporti. 

Qualche anno fa, proprio nell'inchiesta seguita al crac della Popolare di Lodi, parve che perfino per il voluminoso consigliori fosse giunta l'ora di uscire al casello, magari quello extra-large per i trasporti eccezionali: sia l'ex capo della banca Giampiero Fiorani che il suo braccio destro Gianfranco Boni avevano messo a verbale - come rivelò non "Il Fatto quotidiano", che all'epoca non c'era, ma "Il Sole 24 ore" - di aver fatto avere guadagni indebiti anche a Palenzona. E per molti milioni di euro. 

Fiorani e Boni, come accusatori, sono affidabili quanto Dracula come donatore di sangue. Sta di fatto che quelle accuse non sono mai state smentite nel merito. Il 10 giugno scorso, infatti, la vicenda si è esaurita all'italiana, per stanchezza: i giudici del tribunale di Lodi hanno dichiarato per Palenzona il "non luogo a procedere per intervenuta prescrizione" dall'accusa di ricettazione aggravata e continuata in conseguenza di interrogatori in cui Fiorani e Boni avevano sostenuto, evidentemente senza documentarlo, di aver consegnato a Palenzona 250.000 euro in contanti nel 2003 a Lodi e altri 600.000 l'anno successivo a Milano.

Di sicuro, dunque, restano solo parole d'entusiastica amicizia espresse dal pur stimatissimo lobbista all'indirizzo di quei due banchieri, non precisamente passati alla storia per meriti aziendali e di sistema. Indagando sul caso Lodi, gli inquirenti trovarono nel telefonino di Fiorani - riportò "Il Sole" dalle carte dell'inchiesta - un entusiastico sms di Palenzona che, il 19 luglio 2005, quando il Tar del Lazio decise di respingere il ricorso di Abn Amro contro l'ok di Banca d'Italia all'Opa di Fiorani, gli aveva scritto: "Finalmente la Giustizia! Dopo tanta vergognosa intimidazione organizzata, una luce di correttezza! Forza Fiorani! Alla fine dopo tanta sofferenza Davide trionfa su Golia! Il bene sul male. Il popolare italiano sulla massoneria internazionale! Bravo Gianpiero!". E ancora, sempre a proposito di quell'inchiesta, quando Palenzona seppe che i pm avevano sequestrato le azioni AntonVeneta contese, scrisse a Boni: "Quante azioni hanno sequestrato i maiali?", garbatamente alludendo alle toghe. E poi commentò: "Che vergogna! Questo è un Paese senza speranza! Ti sono vicino. Un abbraccio".

La prescrizione di Lodi non permette di insinuare che tanto caloroso sostegno morale di Palenzona per Fiorani fosse altro da una semplice e pura adesione ideale alla linea del bancarottiere lodigiano. E bravo Fabrizio: non appoggiava Fiorani per bassi interessi economici, lo stimava proprio! Non opportunismo, convinzione! Dunque, il vicepresidente di Unicredit apprezzava lo stile gestionale del banchiere Fiorani. Chissà se lo ha indicato a Ghizzoni come modello.

Non a caso Palenzona, in una lettera al settimanale L'Espresso, fu netto: "Preciso, una volta per tutte, che il mio unico legame di interesse con la Banca Popolare di Lodi e con tutta questa vicenda ed i suoi protagonisti, è rappresentato dal possesso di n. 50 azioni della banca. Queste azioni hanno maturato una plusvalenza di 6,40 euro: cappuccino e brioche in centro. Punto e basta. Sono vent'anni e passa che ogni giorno mi chiama qualcuno per chiedermi una mano o di interessarmi al suo caso. Avrò visto e aiutato migliaia di persone, con la coscienza di non avere mai commesso atti scorretti, esercitato pressioni o essermi adoperato per ottenere un personale tornaconto". Un filantropo. Con qualche entusiasmo sbagliato, ma nessun interesse losco. 

Allora oggi dimostri altrettanta sensibilità togliendo Unicredit da ogni imbarazzo e si autosospenda.

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