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FABRIZIO PALENZONA/ L'autosospensione necessaria dell'ultimo "banchiere di sistema"

Fabrizio Palenzona è finito al centro di un'inchiesta che crea non poco imbarazzo anche a Unicredit. Per SERGIO LUCIANO sarebbe opportuna un'autosospensione

Fabrizio Palenzona (Infophoto) Fabrizio Palenzona (Infophoto)

"Ma certo, non ci saranno problemi, diamo solo qualche giorno ad Alessandro e la cosa si farà": più o meno con queste parole Fabrizio Palenzona rassicurò Luigi Crespi, nell'estate del 2003, sulla possibilità che Unicredit subentrasse alla Banca popolare di Lodi nel sostenere finanziariamente la holding dell'ex sondaggista di Berlusconi, indebitata fino ai capelli. Era stato un incontro "di peso": due colossi, stazza 150 chili abbondanti per un metro e novanta, travi cigolanti in quell'ufficio di Tortona. Un incontro politicamente gradito a Roma, dove senza dubbio Crespi aveva ancora qualche amico, soprattutto l'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Ma anche qualche acerrimo detrattore, l'allora governatore di Bankitalia Antonio Fazio, convinto al contrario che fosse proprio Crespi l'ispiratore delle polemiche tremontiane contro di lui. E così Fiorani, che per compiacere Berlusconi aveva sostenuto la crescita dell'Hdc senza badare a spese, diventandone insieme socio e finanziatore esclusivo, aveva voltato le spalle a Crespi, innescando un avvitamento finanziario del gruppo che si concluse dopo pochi mesi, inesorabilmente, in un fallimento, degenerato in bancarotta, dalla quale poi recentemente Crespi e gli altri sono stati assolti - ma questa è un'altra e complicata storia.

Dunque era per Crespi l'ultima spiaggia, quell'appuntamento con Palenzona, oggi come allora vicepresidente di Unicredit, ma oggi - in più - inquisito per mafia dalla Dda di Firenze e in attesa di una valutazione da parte del consiglio d'amministrazione di Unicredit previsto per oggi pomeriggio. Crespi uscì rinfrancato dall'incontro: "È fatta!", raccontò entusiasta ai suoi amici. Non era fatta per niente: un puro miraggio. Promesse vane. Negli ambienti bancari milanesi, del resto, tutti sapevano che Hdc non era più da tempo "bancabile". La si considerava un "lusso" del satrapo di Lodi, Fiorani. 

Non è accertato il dettaglio, ma probabilmente Profumo non dedicò al fascicolo più di 5 minuti, prima di archiviarlo come improcedibile. Dieci giorni preziosi di ulteriore tempo sprecato per Hdc. Il "patronage" di Palenzona era stato, sostanzialmente, incisivo come una piuma. Più che altro, una delle tante millanterie dell'ultimo "banchiere di sistema" - appunto Fabrizio Palenzona da Pozzolo Formigaro, classe 1953 - che ancora resiste, miracolosamente, nel ruolo: resiste non tanto a un vento etico rinnovatore - che in realtà non spira affatto sulle banche - quanto al ciclone della stretta regolatoria, che ha scippato dalle mani dei banchieri il 90% della sovranità che avevano un tempo, e che talvolta impiegavano anche bene, nell'erogazione del credito.

Bisogna intendersi: dalle veline direttamente o indirettamente fatte circolare - come al solito - dagli inquirenti sull'inchiesta fiorentina contro Palenzona non si ricava alcun elemento né certo, né almeno suggestivo per affermare che il banchiere sia colpevole, e comunque anche per lui deve stravalere la presunzione d'innocenza: ci mancherebbe.

Quel che però si profila sul prossimo futuro di "Obelix" - come lo chiamano da tempo amici e nemici -, ma anche di Unicredit, è un problema delicatissimo di opportunità e d'immagine. Tra la decadenza per una condanna o le dimissioni per un disonore e l'imperturbabilità da Buddha che finora Palenzona ha sempre opposto agli scandali piovutigli addosso, c'è una sana via di mezzo, che una multinazionale finanziaria dall'alta reputazione qual è oggi, ma da non oggi, la banca di Piazza Gae Aulenti, dovrebbe auspicare: una via di mezzo che si chiama "autosospensione". Il gesto consapevole e responsabile di chi vuole evitare imbarazzi all'azienda e alla squadra cui tanto deve. Un gesto volontario, provvisorio, reversibile con onori e risarcimenti. Ma chiarificatore e nobile. C'è da aspettarselo? Si è mai visto un elefante svitarsi le zanne da solo?