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EVASIONE E CONTANTI/ L'errore di Renzi sul "grande fratello" fiscale

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Tutto ciò ha accresciuto il potere dell'Agenzia delle Entrate con un'imponente mole di dati virtuali, che possono essere elaborati per differenti scopi. Tra questi sono certamente da annoverare le semplificazioni degli adempimenti a carico dei contribuenti, come nel caso del cosiddetto "730 precompilato", che dal prossimo anno si arricchirà recependo le spese sanitarie e precalcolando la più popolare delle detrazioni (il 19% delle spese sostenute per diagnostica, cure e medicinali). 

Tra le finalità antielusive, le elaborazioni consentite dalla base dati possono chiamare il contribuente a giustificare spese ritenute eccessive dagli uffici finanziari a fronte del reddito dichiarato, utilizzando il metodo dell'accertamento sintetico o "redditometro", che può cogliere nel segno, così come suscitare ansia in coppie di anziani che hanno avuto la pessima idea di concedersi due crociere in un anno per festeggiare la pensione.

A ciò si aggiunge una più stringente collaborazione tra Agenzia delle Entrate e Comuni, chiamati non più a segnalare indici di anomalia, ma a fornire complessi dossier informativi relativi ai propri abitanti. Questo è senz'altro positivo, purché si tratti di vera lotta all'evasione e non soltanto di vessazione dei contribuenti, come spesso capita di leggere nelle cronache cittadine.

In base al rapporto sull'evasione fiscale, previsto a partire dal 2013 e pubblicato in allegato alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza alla fine dello scorso mese, il tax gap, ossia la differenza fra il gettito fiscale teorico e quello effettivamente riscosso, nel periodo 2007-2013 si attesta su 91,38 miliardi, a fronte dei 93,55 miliardi del periodo 2001-2006. Certamente si registra un miglioramento, ma non saprei se cantare vittoria paragonandolo al forte potenziamento dell'armatura antielusiva di cui si è dotato il fisco nel medesimo periodo e che il premier ha efficacemente sintetizzato con l'espressione "information technology", sopra citata.

Il punto naturalmente non è la lotta all'evasione, che è una finalità sacrosanta, ma domandarsi se la continua alimentazione di un "grande fratello" fiscale sia davvero la strada giusta per perseguirla.



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