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EVASIONE E CONTANTI/ L'errore di Renzi sul "grande fratello" fiscale

Nell'annunciare l'aumento del tetto per l'utilizzo dei contanti, Renzi ha fatto una dichiarazione sull'efficacia dei controlli fiscali elettronici. Il commento di GIAN LUCA BARBERO

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Tra le varie misure che ritornano ciclicamente nel panorama italiano vi è quella relativa alle limitazioni dell'uso del contante, che viene ora rivisto nella Legge di stabilità. Si tratta di un limite che è stato ritoccato più volte: da 12.500 a 5.000 euro, poi nuovamente elevato per favorire i consumi nel 2008, in piena crisi economica. Fu Monti ad appiattire la soglia ai 1.000 euro (che dovrebbero diventare 3.000 se la manovra verrà approvata) ancora in vigore.

Una precisazione: la norma non vieta per sé l'uso del denaro contante per importi superiori a 1.000 euro, come impropriamente si ritiene, ma il trasferimento tra soggetti diversi; il che impone che le transazioni per importi superiori siano effettuate con mezzi di pagamento diversi dal denaro contante, salvo che la transazione avvenga in presenza di un intermediario abilitato a svolgere le funzioni di adeguata verifica (identità dei soggetti, scopo dell'operazione, ecc.). Ad esempio, chi intenda acquistare l'auto dal vicino di casa e pagarla in contanti può ancora farlo, recandosi con il venditore in banca o alle poste per chiudere la transazione. Naturalmente, così stando le cose, si fa prima a fare un bonifico, ma è solo per ribadire che rimane possibile andare al bancomat e prelevare importi superiori a 1.000 euro (nei limiti delle proprie disponibilità, si intende).

La norma è contenuta nelle disposizioni antiriciclaggio e ha una finalità antielusiva, pur essendo, a ben vedere, molto difficile da controllare: come fare a cogliere due persone che si scambiano la famosa "valigetta" senza farli sorvegliare? Inoltre, ci sono già alcune deroghe alla norma, introdotte dal decreto semplificazioni di inizio 2012 su viva protesta dei commercianti a favore dei turisti extra-Ue. La limitazione attuale, a mio avviso, crea forse più problemi all'operatività ordinaria che all'evasione fiscale; tuttavia, non saprei se incentiva davvero i consumi, essendo ormai sempre più frequente il pagamento con moneta elettronica per importi assai inferiori a 1.000 euro. 

Al di là dei consumi, ad attrarre la mia attenzione è stato il commento di Renzi alla nuova misura: "Quei soldi sono comunque tracciati: con il telefonino controllo tutto di tutti, con gli strumenti bancari controllo tutto di tutti. Attraverso l'information technology recuperi molta più evasione che giocando al gatto e al cane sulle strade [con ogni probabilità, il riferimento è alla geniale idea del governo Monti di pattugliare per qualche settimana le strade di Cortina e di altre località turistiche]". 

Nella sua cruda immediatezza, tale osservazione evidenzia che il monitoraggio del fisco, a partire dal 2006 con il decreto sullo sviluppo economico a firma Bersani, si è fatto sempre più capillarmente invadente: dalla segnalazione dell'esistenza e poi delle movimentazioni dei conti correnti e dei depositi amministrati, alle spese effettuate al di sopra dei 3.000 euro, ai contributi versati a favore dei lavoratori domestici (colf e badanti) a cui dal prossimo anno si aggiungeranno anche le spese sanitarie trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria e altri dati ancora.