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FINANZA/ I nuovi "guai" dell'euro (e degli analisti Usa)

Pubblicazione:domenica 18 ottobre 2015

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Aggiungiamoci pure il fatto che le sofferenze bancarie in Italia (prestiti che iniziano a essere in ritardo nel pagamento delle rate) hanno ormai raggiunto i 200 miliardi, che il debito greco, con i calcoli del nuovo governo appena insediato, avrà un rapporto col Pil al 195% per quest’anno e al 215% per il prossimo anno, che il colosso bancario tedesco Deutsche Bank ha annunciato perdite per oltre 6 miliardi nel terzo trimestre 2015 e il quadro è completo (e a tinte fosche). E Deutsche Bank ha un’esposizione in derivati pari a circa 70 mila miliardi di dollari, cioè pari a 15 volte il Pil tedesco e a 4/5 volte il Pil dell’Europa (circa pari al Pil del mondo).

Ma se Atene piange, Sparta non ride. Un grafico ha scosso gli analisti finanziari americani. La Fed ha proceduto a un’immissione straordinaria di liquidità pari a circa 400 miliardi di dollari. Il grafico a fondo pagina mostra di cosa si tratta: un’impennata pazzesca di liquidità.

Ma per cosa? Ancora non è chiaro. Ma non è un bel segnale. Un altro evento Lehman in arrivo? Le cinque maggiori banche negli Usa hanno un’esposizione in derivati pari a circa 280 mila miliardi di dollari (una cifra pari a quattro volte il Pil del mondo). Cosa sta per succedere?

Vedremo. Quel che è certo è che la crisi non è passata, che non hanno fatto nulla per evitare altre Lehman e che i segnali che abbiamo non sono positivi.

 



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