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Economia e Finanza

FINANZA/ "L'occasione persa" da Renzi con l'Ue

Jean-Claude Junker (Infophoto)Jean-Claude Junker (Infophoto)

Andiamo ora alla strategia di politica economica europea. Ove le autorità europee siano soddisfatte delle slides e del testo (quando disponibile), le misure sono complessivamente espansioniste (non solo è giusto che lo siano, ma avrei osato anche di più visto il rischio di deflazione) e superano i vincoli posti nei Trattati e negli accordi intergovernativi firmati dall’Italia. Ci presentiamo come Enrico IV a Canossa, chiedendo una non meglio specificata flessibilità a supporto della quale abbiamo anche quantizzato pure i costi dell’accoglienza agli immigrati. È una posizione debole e che rappresenta un segno di quanto poco siamo considerati nell’Ue.

Sarebbe stata preferibile una posizione aggressiva: visto che il Trattato di Maastricht ha un quarto di secolo e il Fiscal compact non viene osservato quasi da nessuno, sarebbe stato, a mio avviso, più efficace porsi alla guida degli Stati Ue (non sono pochi) che vogliono un aggiornamento o una revisione dei trattati e documenti conseguenti. Abbiamo perso questa opportunità durante il “semestre italiano”, ma possiamo cercare di riprenderla.

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